Su Platamona clamoroso patto: un solo padrone per la Rotonda
I sindaci di Sassari e Sorso si confrontano sui lavori di consolidamento e si parla di mettere fine alla anacronistica divisione sulla proprietà dell'opera
SASSARI. Dietro le quinte di un'innocua conferenza di servizi per il completamento delle opere di messa in sicurezza della Rotonda di Platamona sta covando una piccola rivoluzione che potrebbe mettere fine alla complicata gestione a quattro mani del manufatto. È quanto emerge dalle interlocuzioni tra i sindaci di Sassari e Sorso maturate attorno alla seconda tranche di lavori necessari all'indomani del crollo del muraglione avvenuto nel mese di luglio del 2015.
Nuova era. I sindaci di Sassari e Sorso, Nanni Campus e Fabrizio Demelas, si sono confrontati nel tentativo di mettere fine all'anacronistica divisione di proprietà dell'opera che si affaccia sul golfo dell'Asinara. Una questione rimasta sepolta nelle sabbie del tempo ma che è tornata d'attualità all'indomani dell'incidente di sette anni fa. Le mappe catastali oggi dicono che circa tre quarti della superficie è in mano a Sassari, e il restante quarto in capo a Sorso. Una situazione che rende farraginosa la gestione, oltre che le assunzioni di responsabilità, dell'opera nel suo insieme.
La precisazione. Nei mesi scorsi l'amministrazione di Sassari ha inviato i documenti agli omologhi di Sorso per esprimere il parere da portare in conferenza dei servizi, chiedendo al Comune della Romangia l'autorizzazione a intervenire anche sulla loro porzione di Rotonda. L'esecutivo sorsense aveva dato il via libera senza battere ciglio. Ma nel testo del parere ha inserito una precisazione: il collaudo, le ispezioni periodiche, la manutenzione ordinaria e straordinaria, anche per la residua porzione ricadente nel territorio di Sorso, sarebbero rimaste onere esclusivo di Sassari.«Questo perché - spiega il sindaco Demelas - essendo un manufatto unico secondo noi era più opportuno che la gestione, e non la competenza territoriale, venisse portata avanti da un unico soggetto. Altrimenti da domani in poi si porrà sempre il solito problema, sarà così ogni volta che bisognerà intervenire sull'opera».
«Spostiamo i confini». La proposta non è piaciuta a Sassari, nel senso che ha incontrato non meglio precisati ostacoli di tipo tecnico. «Ci hanno scritto - continua Demelas - che secondo loro non era possibile farsi carico della porzione di Sorso. Noi ne prendiamo atto e abbiamo confermato l'autorizzazione per evitare ritardi nella realizzazione dei lavori». La proposta di Sassari è stata quindi di spostare i limiti territoriali per inglobare il pezzo di terra e di Rotonda oggi in capo al Comune della Romangia. «Noi abbiamo risposto che su questa cosa non si poteva ragionare d'emblée - riprende il sindaco di Sorso - ma che eventualmente si dovrebbe parlare di programmazione più ampia sulla fascia costiera. Noi restiamo quindi a disposizione per ragionarci insieme».
L'intervento. Lo scambio tra sindaci è avvenuto nelle more delle procedure del progetto esecutivo da 214mila euro - varato dalla giunta comunale di Sassari - che andrà all'esame della conferenza di servizi ed è sostanzialmente il completamento del primo intervento di messa in sicurezza del muraglione. Il nuovo intervento prevede una trasformazione estetico funzionale delle opere di consolidamento. In particolare, i gabbioni in acciaio riempiti di pietrame verranno utilizzati come basamento strutturale di un sistema di sedute in legno con sottostruttura in acciaio inox. Lo stesso rivestimento verrà realizzato sulle scale di accesso, che nel lato est integreranno una nuova rampa per l'accesso dei disabili. E infine, sempre nelle scale di accesso, verranno realizzate delle vaschette lavapiedi, così da ridurre drasticamente l'asporto della sabbia dall'arenile.
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