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Sassari

Il virus non piega l’impero: nuove battaglie storiche alla Crucca

di Dario Budroni
Il virus non piega l’impero: nuove battaglie storiche alla Crucca

Il forte romano costruito da Massimiliano Schirru a Sassari si prepara alla nuova stagione. Scolaresche già tornate e su Tripadvisor il castrum insegue Porto Ferro e Asinara

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SASSARI. L’ultimo custode della potenza di Roma è un metallaro che indossa un paio di jeans e una felpa bianca col cappuccio. Ma solo quando è a riposo, perché quando c’è da mettersi al lavoro Massimiliano Schirru si presenta esattamente così: elmo d’ottone con pennacchio rosso, due massicci gambali per proteggere gli stinchi e una spaventosa corazza che rimarca le forme del petto e degli addominali. Niente di troppo strano: sassarese con una lunga carriera da musicista alle spalle, Massimiliano Schirru ha da tempo fatto dello splendore di Roma un mestiere che sta dando i suoi ottimi frutti. In località La Crucca, nelle campagne di Sassari, ha ricreato un forte romano protetto da un lungo fossato e da scure palizzate in legno. Un parco giochi della storia che adesso, dopo la pandemia dell’età contemporanea che si chiama coronavirus, si prepara finalmente a cominciare una nuova stagione, con la speranza che sia più fortunata. «Il Covid ha dato una bella mazzata anche a noi – spiega Schirru –. Ma pian piano stiamo ripartendo. Sono tornate le prime scolaresche e adesso aspettiamo i turisti. Apriremo anche a Pasqua e Pasquetta». La stagione è dunque alle porte e l’impero personale di Massimiliano Schirru si presenta forte di un posto d’onore su Tripadvisor. Tra le principali attrazioni di Sassari e dintorni, meglio del Castrum romano La Crucca vanno solo Porto Ferro e l’Asinara. Alle spalle ci sono piazza d’Italia, il duomo e il museo Sanna.

Lavoro con la storia. Inutile dire che tutto è partito da una grande passione per la storia. Dopo aver fondato un gruppo di rievocazione storica, l’associazione Ad signa milites, ora diventata semplicemente Castrum romano, Massimiliano Schirru, insieme alla moglie Sabina Romana (sembra fatto apposta) e altri appassionati, ha pian piano ricostruito un forte romano. «E alla fine questo è diventato il mio lavoro – spiega lui –. Non è stato facile, abbiamo chiesto un prestito bancario. Ogni anno ho aggiunto qualcosa, fino a creare tutto questo. Qui vengono le scuole da tutta la Sardegna e, per svolgere le nostre attività, devo reclutare del personale, come archeologi, appassionati di storia, rugbisti. E poi naturalmente ci sono i turisti, che sono sempre molto interessati e che si fermano qui a mangiare e bere qualcosa. Organizziamo anche eventi e feste private, ma c’è una regola: niente musica. Vogliamo preservare la tranquillità del luogo. Sì, questo oggi è il mio lavoro. Dopo tanti anni, la voglia di vivere in città si è pian piano esaurita. Ora sto qui, in mezzo alla natura. Va molto meglio».

Macchina del tempo. Tutto è come duemila anni fa. I visitatori, alla Crucca, scoprono come si viveva in un vero accampamento romano. «Illustriamo un po’ tutto – dice Schirru –. E per le prossime settimane abbiamo in programma teatro, giochi per bambini, giochi di ruolo, rievocazioni storiche. Ogni volta, mostriamo le armi, dove i soldati dormivano, la latrina, come si cuoceva il pane, le medicine dell’epoca, come si estraeva una freccia dalla gamba di un soldato. Penso che tutto questo sia importante, perché la storia si scopre anche così». I bambini ascoltano e immagazzinano il passato. E nella loro mente, per qualche ora, si sentono anche loro degli antichi romani. Anche se, ogni tanto, il presente torna a prendere comunque il sopravvento. «L’altra volta c’erano dei bambini – racconta Schirru –. Si sono messi a giocare alla guerra. Solitamente fanno romani contro cartaginesi. L’altro giorno, invece, hanno giocato a russi contro ucraini».

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