Dramma del residence, Picci: "L'aggressione? Un'azione involontaria"
L'uomo che ha ridotto in fin di vita i genitori ha rilasciato dichiarazioni spontanee al giudice durante l'udienza di convalida dell'arresto
SASSARI. Stamattina 29 aprile nel carcere di Bancali, a Sassari, si è tenuta l'udienza di convalida dell'arresto di Alberto Picci e il giudice si è riservato la decisione. Il 47enne due giorni fa a Santa Maria Coghinas ha ridotto in fin di vita i genitori, Giuseppe Picci e Maria Giovanna Drago, colpendoli con una fiocina e con altri attrezzi da pesca. Picci, assistito dall'avvocata Tania Decortes, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee. Davanti al gip, Sergio De Luca, ha affermato che con i suoi genitori c'è sempre stato un rapporto sereno e pacifico senza episodi di violenza o scontri di qualsiasi tipo.
Alberto Picci ha anche detto di non ricordare nulla dell'aggressione e di essersi svegliato in piena notte per dei rumori. Poi nient'altro. «Se ho fatto quello che dite, l'ho fatto involontariamente, non è dipeso da me», avrebbe dichiarato. Il pm Angelo Beccu, sulla base delle indagini dei carabinieri della Compagnia di Valledoria che hanno arrestato in flagranza il 47enne, lo accusa di duplice tentato omicidio aggravato.
I genitori si trovano ancora ricoverati in situazioni critiche nel reparto di rianimazione del Santissima Annunziata. Il padre è stato operato per estrarre la fiocina che aveva conficcata nella gola e nella testa, la madre per curare le profonde ferite alla testa inferte probabilmente con delle forbici da pesca. I medici li tengono in coma farmacologico per stabilizzare le loro condizioni. (ANSA).
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