L’avvocato Eligio Solinas politico e benefattore
Fu segretario regionale del partito di don Sturzo e primo sindaco nel dopoguerra. Bonorva gli ha reso onore dedicandogli il centro sociale per anziani nell’ex Eca
BONORVA. La conclusione dei lavori per la ristrutturazione di un antico edificio comunale che si affaccia sulla piazzetta Paolo Mossa è stata l’occasione per ricordare l’avvocato Eligio Francesco Solinas, una figura importante di politico, amministratore e benefattore. Quando il consiglio comunale, vent’anni fa, all’unanimità, decise di intitolare a suo nome il nuovo Centro sociale per anziani, ubicato nei locali ex Eca, in piazzetta Paolo Mossa, diversi consiglieri ebbero un attimo d’esitazione, per la scarsità di notizie e della storia del personaggio che si voleva ricordare. La stessa perplessità era manifesta in numerosi cittadini che non ricordavano avvenimenti che datavano alla fine degli anni quaranta. Per colmare il vuoto e riempire un’importante pagina della storia del paese abbiamo perciò cercato di conoscere e capire la figura di un cittadino quasi dimenticato ma che ha fatto tanto per la comunità alla quale ha anche donato diversi immobili di un certo pregio e valore.
I locali del Centro sociale per anziani, collocati al centro del paese, fanno parte, infatti, assieme alla restante struttura coeva, un tempo adibita a bar e ora nella disponibilità del comune, che dovrà assegnarla a un’altra associazione, di un lascito a favore dell’Eca, con il quale l’avvocato e sindaco del paese, Eligio Solinas voleva creare le basi per la costruzione di un orfanotrofio maschile. Alla comunità aveva donato anche la vigna di “Coal de Cossu", e altri piccoli appezzamenti. L’avvocato però non fu solo un benefattore.
Nato a Bonorva il primo dicembre del 1886 da Margherita Madau e Geremia Solinas, divenuto un noto penalista cassazionista e politico di primo piano, fu nominato, direttamente da don Luigi Sturzo, primo segretario regionale del Partito Popolare, incarico che lo vide impegnato in prima persona per la fondazione in Sardegna della Democrazia Cristiana. La carriera politica la svolse quasi totalmente al servizio del suo paese che governò come primo cittadino in due diversi momenti, nel 1943, con nomina prefettizia, e subito dopo il fascismo, dal 1946 al 1951, come primo sindaco del paese, eletto nelle liste della DC. La sua vita fu accompagnata dalla presenza discreta della moglie, Mariuccia Selis.
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Svolse il compito d’amministratore con grande oculatezza e solerzia, in un periodo piuttosto difficile della storia del paese che, subito dopo la guerra, cercava di ridare fiato alla propria economia. Morì a Bonorva, nell’abitazione di via Carlo Alberto, il 17 marzo del 1951, all’età di sessantacinque anni. Gli furono tributati funerali solenni ai quali parteciparono le più alte autorità politiche, civili e militari della Sardegna, (da ricordare che aveva due fratelli, Giovanni e Gioachino, noto Gigino, rispettivamente colonnello e generale dell’Esercito).
La commemorazione in cimitero fu affidata all’avvocato Giovanni Antioco Mura, un amico personale, ma anche deciso avversario politico e noto paladino del socialismo, tanto che, nel 1943, fondò il partito comunista sardo. Con il noto ardore ricordò le discussioni, affrontate con Solinas, sempre con leale e sincero spirito democratico. «Era un uomo pubblico che accettava e apprezzava le critiche, osservò, con la ben nota caparbietà e qualità oratoria, persona seria ed equilibrata che lottava unicamente nel campo delle idee, restando alieno da qualunque personalismo».
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