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Sassari, mamma Ines torna a casa: «Ho visto la morte»

Gianni Bazzoni
Sassari, mamma Ines torna a casa: «Ho visto la morte»

La donna è rientrata a casa dopo un lungo percorso di cure e riabilitazione. Circa un anno fa, vicino a Ottava, era rimasta gravemente ferita in un incidente in moto

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SASSARI. Lo sportello dell'auto si apre e Ines torna a casa. Un cenno della mano per salutare, un sorriso che vuole essere il primo segnale di una battaglia che è vinta nella sua parte più profonda: «Ho superato la morte e ho cominciato la rinascita». Ines Battino, 36 anni, è una donna che non ha mai mollato, anche quando sembrava che tutto dovesse girare contro e la lentezza del recupero allontanava il ritorno vero e proprio alla vita.È trascorso quasi un anno dal giorno del terribile incidente stradale nel quale era rimasta coinvolta sulla 131, all'altezza di Ottava. E da quel viaggio in elicottero, dai primi preziosi interventi degli operatori del 118 che avevano trasformato la strada in una prima base salva-vita è stata alimentata la speranza. L'intervento chirurgico urgente, il ricovero in Rianimazione. Un filo continuo, da quel drammatico pomeriggio del 17 maggio 2021 fino a oggi: in coma per settimane, scollegata dal mondo. Poi il risveglio lento, gli occhi che esplorano quello che c'è intorno, il trasferimento al centro sanitario "Don Gnocchi" di Milano: un passo per volta, una parola dopo l'altra per riemergere da un tunnel buio e profondo.

E ai primi di dicembre dello scorso anno, il ritorno in Sardegna, prima a Oristano e poi a Olbia per proseguire la riabilitazione. Un impegno straordinario segnato da sacrifici quotidiani, da tappe necessarie per costruire il cammino che porta fino a casa. E giovedì mamma Ines ha fatto un altro passo, è tornata nella sua casa a Sassari. Il percorso di riabilitazione ha bisogno di altri momenti, c'è tanto da fare ma il traguardo raggiunto è di quelli che valgono tanto. Perchè niente era scontato e nessuno sapeva quale sarebbe stata la situazione un anno dopo l'incidente. Ines Battino abbraccia la figlia Gaia, un faro sempre acceso, la luce che ha illuminato la sua strada. Una bambina che lo scorso Natale, a 7 anni, ha scritto a Babbo Natale per dire che non aveva preparato una lista di giocattoli ma aveva una sola richiesta da fare: «Voglio che mamma ritorni presto, quest'anno. Ciao, Buon Natale».

Una lettera con le decorazioni natalizie: sei righe in stampatello, un foglio sistemato dentro la cornice rossa e piazzato sotto l'albero. Ora quel regalo è arrivato: mamma Ines sta bene, tanto che i medici hanno autorizzato il rientro a casa. Il percorso è tracciato, c'è un pezzo da fare ma è sulla buona strada. Il peggio è passato.La mamma Antonella e il padre Tore, il compagno Mirko, amici e parenti hanno messo insieme tutte le risorse possibili per aiutare Ines e fare in modo che non si sentisse mai sola. I viaggi a Milano, le visite nei giorni consentiti. Avanti così per quasi sei mesi, una giostra della speranza che non si è mai fermata. E quando non si poteva andare in ospedale c'erano le videochiamate: parole di incoraggiamento, lacrime e sorrisi. Così è stata alimentata la lotta senza tempo di una mamma che non si è mai arresa. Ora il ritorno alla normalità: Ines è scesa dall'auto, lo sguardo timido, semplice e rispettoso di chi sa di avere ripreso al volo la sua vita e vuole tenerla stretta. La squadra di Ines ha giocato unita una partita dove bisognava essere pronti a tutto. Ma tutti avevano in testa un finale come quello dell'altra sera: felicità, lacrime e abbracci. La seconda vita di Ines è appena cominciata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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