La Nuova Sardegna

Sassari

«Alexandro Oggiano è morto per l’assunzione di stupefacenti»

di Luca Fiori
«Alexandro Oggiano è morto per l’assunzione di stupefacenti»

L’esame autoptico ha confermato lo scontro nel Bar 188 ma ha escluso che la causa del decesso siano state le botte

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SASSARI. Alexandro Oggiano è morto per «un’insufficienza cardio respiratoria da esotossicosi» dopo aver assunto una potente dose di cocaina. La «lesività al volto provocata dallo scontro al Bar 188 non è bastata a cagionarne il decesso». Non sono state le botte ricevute la notte prima della tragedia nel locale di Predda Niedda quindi la causa della morte del pavimentista sassarese di 34 anni, ma un’overdose di droga che ha portato il suo cuore a fermarsi per sempre la mattina del 24 maggio scorso.

Lo ha stabilito l’esame autoptico eseguito ieri pomeriggio dal medico legale Francesco Serra su incarico del titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. All’autopsia, eseguita nell’istituto di patologia forense dell’università, era presente anche il medico legale Salvatore Lorenzoni, nominato come consulente di parte dalla famiglia del 34enne, padre di due bambini.

Giovedì scorso dopo il funerale i familiari erano pronti a trasferire la salma di Alexandro a Olbia per la cremazione, ma poi avevano deciso di rivolgersi a un legale per chiedere alla magistratura di far piena luce sulla fine improvvisa del loro caro.

L’avvocato Stefano Porcu aveva presentato un esposto in Procura e la salma era stata trasferita dal cimitero, dove era pronta a partire, all’istituto di medicina legale di Rizzeddu.

Un primo test eseguito dal medico legale intervenuto nell’appartamento del 34enne per una ricognizione esterna del corpo, aveva già attribuito la morte del pavimentista all’assunzione di sostanze stupefacenti, ma il suo volto era tumefatto e ai parenti erano giunte voci di un pestaggio avvenuto la sera prima all’interno del Bar 188 nella strada 22 di Predda Niedda. Anche la polizia, che stava già indagando sulla morte di Oggiano, aveva saputo che durante la notte tra lunedì e martedì della scorsa settimana il 34enne aveva avuto un duro scontro con un avventore del bar. Un buttafuori che lo avrebbe colpito con dei pugni al volto, facendolo cadere almeno un paio di volte.

Il pestaggio era stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza del bar e le immagini avevano confermato l’aggressione. Così il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu aveva sospeso il nullaosta alla cremazione e disposto l’autopsia. Ieri pomeriggio l’esame ha sciolto gli ultimi dubbi, le botte ci sono state ma non così violente da provocare la morte di Alexandro Oggiano.

A trovarlo privo di vita nel bagno di casa martedì mattina era stata la compagna. La donna aveva chiamato immediatamente i soccorsi e nell’appartamento di Latte Dolce si erano precipitati il 118 e la polizia. Per Alexandro non c’era più niente da fare. Era stata in particolare una parente, dopo averlo visto in camera mortuaria, a non credere alla morte per un’overdose. «Era tumefatto in volto - aveva raccontato - qualcuno gli ha fatto del male». Quelle botte però non state la causa della sua morte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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