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Sassari

Unità di Nefrologia e dialisi a Ozieri, si teme la chiusura

di Barbara Mastino
Unità di Nefrologia e dialisi a Ozieri, si teme la chiusura

Preoccupazione tra i quaranta pazienti che usufruiscono del servizio al Segni. La Regione smentisce, ma la consigliera Manca (M5s) presenta un’interrogazione

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OZIERI. Le carenze di personale che si trascinano da almeno tre anni, aggravate dal vicino pensionamento del facente funzioni, stanno creando non poche preoccupazioni ai pazienti del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Segni di Ozieri.

Non meno di quaranta dializzati temono la chiusura del servizio, che però ieri è stata smentita dalla direzione generale dell’azienda sanitaria. Eppure i problemi ci sono, e non sono pochi, e difatti già lo scorso dicembre nel corso della conferenza sanitaria dei sindaci della provincia il segretario territoriale della funzione pubblica Cgil Toto Terrosu aveva acceso nuovamente i riflettori sulla questione anche a nome dei colleghi confederati di Uil e Cisl. E proprio ieri la consigliera regionale M5s Desirè Manca, che già nelle scorse settimane aveva puntato l’indice contro le carenze della sanità ozierese, ha depositato una interrogazione all’assessore alla Sanità regionale Nieddu e al presidente della Regione Solinas chiedendo conto della situazione paventando addirittura una vicina chiusura totale del reparto.

Se, come detto, la chiusura è smentita dai vertici aziendali, la situazione è comunque problematica come lo è da anni. E da lunedì prossimo, data di ingresso in quiescenza del responsabile, il futuro che si prospetta pare tutt’altro che roseo. «Il reparto Dialisi di Ozieri – dice la consigliera Manca – attualmente è aperto il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 7 alle 12 e dalle 14 alle 18. Sono ventotto i pazienti che, suddivisi in quattro turni, effettuano la dialisi in reparto stabilmente, mentre altri undici vengono seguiti a domicilio a Bono e Thiesi». Due ambulatori che operano a loro volta in condizioni precarie con scarsissimo personale, come più volte riportato anche in queste pagine, e che avrebbero a loro volta bisogno di un maggior numero di addetti in tutti i ranghi del personale. Un vasto territorio che va dal Mejlogu al Logudoro sino al Goceano – e dove le quaranta unità di pazienti indicati dalla consigliera Manca appaiono numero sicuramente sottostimato – non può rischiare di perdere un servizio così importante come la Dialisi e Nefrologia, soprattutto se si pensa che una popolazione sempre più anziana come è quella delle zone interne può negli anni essere soggetta solo a un aumento di questa popolazione di pazienti, lungi da una sua diminuzione. Il problema purtroppo non è solo ozierese – come non è solo sardo – e come dice la consigliera Manca «la carenza di personale ha raggiunto un livello insopportabile e i carichi di lavoro per medici e infermieri sono insostenibili».

L’auspicio è che i nuovi assetti della Sanità sarda possano comportare, oltre agli annunciati nuovi investimenti finanziati con il Pnrr, anche degli innesti di personale. Anche perché ben vengano le nuove strutture ma è chiaro che le stesse non potranno mai funzionare se manca il personale anche per quelle già esistenti.

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