La Nuova Sardegna

Sassari

Buddusò, pestarono un sedicenne: condannati due giovani

di Nadia Cossu
Buddusò, pestarono un sedicenne: condannati due giovani

In quattro avevano seguito e bloccato un ragazzino per strada. Uno degli aggressori ha scelto l’abbreviato e il quarto non è mai stato identificato

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Quando era accaduto il fatto, nel 2015, la vittima aveva appena 16 anni e i suoi aggressori 18, 19 e 27. Un vero e proprio branco (del quale faceva parte anche una quarta persona che però non è mai stata identificata) quello entrato in azione in una via di Buddusò il 26 dicembre di sette anni fa.

Un giorno di festa quindi, subito dopo Natale, che per il sedicenne era stato tutt’altro che gioioso e spensierato. Era stato infatti pestato dai quattro giovani, tre dei quali sono poi finiti a giudizio con le accuse di lesioni e violenza privata. Al termine del processo il giudice Giulia Tronci ha condannato i due che avevano scelto il rito ordinario, ossia il 18enne G.P.F. e il 19enne M.M. (che oggi hanno 25 e 26 anni) rispettivamente a sei e cinque mesi di reclusione, mentre il 27enne G.F. (che adesso ha invece 34 anni) aveva scelto il rito abbreviato.

Il sedicenne, il giorno di Santo Stefano, stava camminando per strada quando si era reso conto che qualcuno lo seguiva. Non aveva nemmeno fatto in tempo a capire cosa stava per succedergli (per riuscire eventualmente a mettersi in fuga) che – in base a quanto da lui raccontato al momento della querela presentata ai carabinieri di Buddusò – era stato prima bloccato per strada (da qui la contestazione della violenza privata) poi spinto, buttato a terra e colpito con calci e pugni.

A conclusione del dibattimento l’avvocato Antonio Secci, che difendeva entrambi gli imputati, ha evidenziato come la persona offesa (che non si è costituita parte civile) subito dopo l’aggressione non fosse andata in ospedale a farsi refertare. Il legale, considerata l’assenza di un riscontro oggettivo quale è un certificato medico, ha chiesto l’assoluzione del proprio assistito. Anche perché non aveva indicato con precisione chi dei quattro lo avesse colpito e in quale parte del corpo.

Il pubblico ministero Ilaria Achenza, ritenendo invece che i fatti fossero sufficientemente circostanziati, al termine della requisitoria ha sollecitato la condanna a un anno di reclusione.

Il giudice Tronci, valutando l’effettiva responsabilità degli imputati che avevano bloccato il giovane mentre camminava tranquillamente per strada, lo avevano schernito e picchiato, li ha condannati. Anche se a una pena inferiore rispetto a quella chiesta dal pm.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative