Medico sospeso a Sassari, il giudice lo reintegra
«Anticostituzionale la normativa che impone l’obbligatorietà»
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SASSARI. Era un medico e, nonostante l’obbligo, non si era vaccinato contro il covid. Per questa ragione era stato sospeso. Alcuni giorni fa il giudice Gaetano Savona, sezione lavoro, ha accolto il ricorso cautelare presentato dall’avvocatessa Maria Paola Demuru e ha disposto la reintegrazione del medico nel posto di lavoro a condizione che si sottoponga a proprie spese al test molecolare ogni 72 ore oppure, ogni 48, all’antigenico in laboratorio o antigenico rapido. «Attingendo a circostanze che possono essere ormai considerate notorie – scrive il giudice nell’ordinanza – può affermarsi che la vaccinazione non elide il rischio di contrarre il virus Sars-CoV-2, né tanto meno, di trasmetterlo a soggetti terzi con cui si entri in contatto. In tal senso depongono tutti i report dell’Istituto superiore della sanità, che rilevano una efficacia limitata dei diversi tipi di vaccino (...) In sintesi, il mero fatto che un lavoratore si sia sottoposto al vaccino non garantisce né abbatte il rischio, in modo prossimo alla certezza, che egli non contragga il virus e che quindi, recandosi sul luogo di lavoro, non infetti le persone con cui ivi viene a contatto». C’è invece un altro strumento che può evitare che un professionista sanitario contagi i pazienti: il tampone (molecolare o antigenico): «Solo questo consente di escludere sebbene per un periodo di tempo limitato, con probabilità superiore al 90%, che un soggetto sia portatore del virus e quindi possa trasmetterlo agli altri». Il giudice ha ravvisato l’illegittimità costituzionale della normativa impositiva della vaccinazione obbligatoria per contrasto con gli articoli 3, 4 e 35 della Costituzione. (na.co.)
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