La Nuova Sardegna

Sassari

Sassari, il prof allegro che scovava l’acqua

di Andrea Massidda
Sassari, il prof allegro che scovava l’acqua

Colleghi ed ex allievi dell’ateneo ricordano il docente di Geologia applicata Giorgio Ghiglieri

18 giugno 2022
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SASSARI. Prima da ricercatore e poi da docente di Geologia applicata ha dedicato gran parte del suo impegno scientifico alla cooperazione internazionale, occupandosi con passione e successo della gestione delle risorse idriche sotterranee in Paesi africani come la Tunisia, l’Algeria, la Tanzania, l’Etiopia, il Kenya, il Benin e la Mauritania. Luoghi dove ha “regalato” l’acqua a migliaia di persone coordinando progetti finanziati dalla Commissione europea. Ma Giorgio Ghiglieri, scomparso nella notte tra il 9 e il 10 agosto del 2021 all’età di 59 anni – cioè quando aveva ancora tantissimo da dare alla causa – è stato anche membro di caratura internazionale in numerose associazioni e riviste scientifiche, relatore e organizzatore di importanti convegni. Ed è stato, soprattutto – come ricordano gli studenti e i colleghi – una gran bella persona. Non stupisce, quindi, che stamattina il Dipartimento di Agraria e il Nucleo di ricerca sulla desertificazione dell’Università di Sassari (per i quali Ghiglieri ha lavorato tanti anni prima di diventare ordinario nell’ateneo cagliaritano) abbiano voluto dedicare proprio a lui un evento celebrativo della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, dal titolo “Rising up from drought together” (Risorgere insieme dalla siccità) e organizzato nell’ambito di “Sanai sa terra” (in sardo “guarire la terra”).

Così oggi, al termine di una mattinata di interventi fatti da esperti di livello internazionale che culmineranno con la relazione del professor Pier Paolo Roggero, dell’Università di Sassari, la chiusura dei lavori sarà affidata ad Alberto Carletti (allievo di Ghiglieri e ora ricercatore del Dipartimento di Agraria e del Nucleo ricerca desertificazione dell’Università di Sassari), che insieme a Massimo Iannetta (Enea) e al tunisino Mohamed Ouessar (Institut des Regions arides) rievocheranno la figura del loro collega morto prematuramente. «Pensando all’attività di Giorgio nel campo della ricerca e della cooperazione internazionale – ricorda Carletti – non può che venire in mente come prima cosa la sua passione per l’Africa e il suo impegno per contribuire a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali, specialmente quelle delle zone rurali, attraverso il miglioramento dell’accessibilità all’acqua di buona qualità, soprattutto per uso potabile, che rappresenta uno dei maggiori fattori limitanti allo sviluppo sociale ed economico di quelle realtà. Tuttavia – continua – il lavoro di Giorgio è stato caratterizzato anche da un’intensa attività di ricerca in Sardegna, svolta con la medesima passione e dedizione quando era ricercatore all’Università di Sassari».

Infine un ricordo dell’uomo. «Una persona sincera, generosa, dedita al suo lavoro con passione, che sapeva essere leggero e scherzoso ma allo stesso tempo serio ed esigente, che non lesinava rimproveri ai suoi collaboratori quando necessario o discussioni anche accese quando non era d’accordo su qualcosa Per me – conclude Carletti – Giorgio è stato un maestro, un amico, un fratello maggiore, un grande punto di riferimento».

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