Porto Torres, sfregiano le rocce di Balai per pescare i calamari
Diciassette i buchi realizzati abusivamente da ignoti lungo la scogliera calcarea. Servivano per sostenere le attrezzature dei pescatori. Interviene la polizia locale
PORTO TORRES. Qualcuno ha considerato la proprietà dell’Agenzia del demanio come luogo proprio dove, utilizzando accessori vietati, praticare la pesca. E la scelta è caduta sulla costa rocciosa dopo la chiesetta di Balai lontano, dove ignoti hanno violato la superficie delle rocce con diciassette buchi cilindrici di circa dieci centimetri l’uno e relativi supporti cementati al calcare. Qualcosa di ben organizzato, dunque, soprattutto per poter praticare la pesca del calamaro: ogni pescatore deve infatti mantenere la giusta distanza dalle altre postazioni per lanciare la canna da pesca.
I buchi sulla roccia e i supporti sono stati notati da un bagnante che aveva scelto quel tratto di mare per una nuotata. Prima di immergersi, però, si è imbattuto nello scempio e ha così informato il Comune. La polizia locale ha effettuato il sopralluogo per verificare l’eventuale alterazione al paesaggio e, dopo aver acquisito tutti gli elementi, ha informato l’autorità giudiziaria. «Dopo aver verificato che la segnalazione era fondata – spiega il comandante della polizia locale, Michele Roggio – ci siamo rivolti a tutti gli enti pubblici che hanno competenza in materia: la Capitaneria di porto era ignara di questi tubi in materiale plastico e l’Autorità di sistema portuale ha precisato che in quel tratto di fascia costiera non ha alcuna competenza. Rimaneva solo l’Agenzia del demanio – aggiunge –, direzione territoriale di Sassari, che ci ha confermato che la costa è di loro competenza e che, comunque, non hanno mai rilasciato alcuna autorizzazione a privati o associazioni».
Tutto realizzato in maniera abusiva, dunque, in violazione della legge sulle strutture demaniali. Buchi nella roccia realizzati di chi vuole sfruttare un certo tipo di pesca commettendo dunque un illecito.
La polizia locale ha avviato le indagini per cercare di risalire agli autori, anche se è possibile che quelle perforazioni siano state realizzate nei mesi scorsi per sfruttare il periodo migliore della pesca del calamaro. Solo con l’avvio dell’estate sono state quindi scoperte le diciassette postazioni lungo tutta la roccia.
Servirebbero dunque dei controlli periodici di tutta la fascia costiera di competenza del Comune, quella da Balai fino all’ingresso di Platamona, per evitare che episodi come questi si ripetano a danno della natura e della libera fruizione del litorale.
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