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cronaca

L’appello di Marco alla sua città: «Chiedo aiuto per curarmi»

I viaggi della speranza. Storia del 42enne in lotta con una neoplasia


22 giugno 2022 Gavino Masia


PORTO TORRES. È una storia da libro Cuore quella del 42enne Marco Monti, disoccupato, che chiede ancora una volta aiuto ai concittadini per combattere una neoplasia endobronchiale che solo qualche mese prima un medico aveva confuso con degli attacchi d’asma. Quando ha scoperto l’origine vera della sua persistente tosse che non dava tregua, però, Marco non si è abbattuto e ha cercato gli aiuti medici giusti con i viaggi della speranza pagati dai cittadini che non lo hanno voluto abbandonare. «Il problema vero è che il 24 giugno devo ritornare a Roma per rimuovere i punti di sutura dell’operazione – ricorda Marco Monti –, all’azienda ospedaliera-universitaria Sant’Andrea, e non ho soldi per viaggiare: prima percepivo una piccola pensione che mi è stata tolta, perché dicevano che ero guarito, e ora vivo da mia madre che percepisce una pensione di 560 euro e deve pagare tutte le utenze per mandare avanti la famiglia. L’unica possibilità – aggiunge – è rivolgermi ancora una volta al cuore delle persone che mi hanno già aiutato nella precedente occasione».

Un appello per la sua condizione di indigente, per portare a termine un percorso medico che, in un certo senso, sembra procedere bene dopo l’intervento chirurgico nella città capitolina. «Tutto è cominciato quando la mia tosse perdurava – racconta – e non mi sono fidato del responso del medico che mi aveva diagnosticato un’asma: ho fatto una lastra col contrasto ad Alghero e, attraverso la visione del dischetto, lo specialista che ho contattato mi ha detto che si trattava di un tumore benigno al polmone. Ho chiesto allora allo stesso, se mi poteva mettere in contatto con un suo collega pneumologo, e mi ha consigliato di chiamare il dottor Gaetano Castagna. Dagli esami successivi è poi venuto fuori che si trattava di tumore maligno».

Da quel momento, sono iniziati i viaggi della speranza per Marco. E il primo piccolo supporto economico è arrivato dai Servizi sociali comunali e da una raccolta in alcuni esercizi commerciali cittadini, per la degenza ospedaliera nel reparto oncologico del Businco di Cagliari. «Qui sono stato preso in cura dai dottori Ferrari e Santoru, persone gentilissime, che mi hanno asportato il tumore: dopo un paio di mesi, però, i due medici si sono accorti che qualcosa non andava nel mio organismo e hanno deciso di mandarmi in una clinica privata, Sant’Andrea di Roma, dove mi hanno preso in carico con l’ospedalizzazione e quasi subito sono entrato nella sala delle operazioni. Sono stato dimesso il 14 giugno e venerdì devo essere all’università Sapienza per togliere i punti».

Nei mesi precedenti Marco Monti svolgeva un ruolo di dirigente-volontario nella società del Porto Torres calcio, dando una mano in tutte quelle situazioni pratiche che comportano la sorveglianza del campo, la sistemazione delle reti e il controllo all’ingresso delle partite. Una presenza discreta e gioiosa per tutti gli spettatori della domenica, per contribuire con la sua manualità a dare sostegno al progetto calcistico. La situazione è precipitata poco tempo dopo, quando il dolore si è fatto acuto e il carattere di Marco è venuto fuori con coraggio per giocare la partita della sua vita.

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