All’ospedale Marino di Alghero gli ortopedici diventano rianimatori
Una disposizione del direttore sanitario dell’Aou, la protesta del sindacato dei dirigenti medici: «Il provvedimento va ritirato»
SASSARI. Ortopedici e traumatologi chiamati a fare le veci dei rianimatori: all’ospedale Marino “Regina Margherita” di Alghero potrebbe capitare anche questo. Una disposizione del direttore sanitario dell’Aou di Sassari, Luigi Cugia, stabilisce la “sospensione del servizio di emergenza-urgenza intraospedaliera svolto dagli anestesisti rianimatori”.
La riorganizzazione è partita il primo luglio e sta scatenando malumori e polemiche nella struttura sanitaria algherese. Con la sospensione del servizio interno di emergenza urgenza, in caso di necessità dovrà essere il medico di guardia a farsi carico dei casi in cui il paziente si aggravi in modo tale da non poter essere trattato all’interno della struttura. Nell’unità operativa di Riabilitazione e recupero funzionale il medico dovrà contattare l’ambulanza messa a disposizione dall’Aou di Sassari per le emergenze e accompagnare il paziente nel trasferimento. Durante l’assenza il servizio di guardia medica sarà garantito dal medico di guardia dell’unità operativa di ortopedia traumatologia. Se il peggioramento del paziente si verifica nell’unità operativa di ortopedia e traumatologia, il medico di guardia contatterà i colleghi di medicina Covid per il trasferimento a un’altra struttura del territorio e l’ambulanza per le emergenza. E il personale di medicina Covid non dovrà coinvolgere altri reparti ma organizzare in proprio il trasferimento del paziente. Infine, in tutti i casi della cosiddetta “patologia tempo dipendente” si dovrà contattare il 118, ma solo dopo aver preso accordi con il reparto di destinazione. E se non dovesse esserci la disponibilità del 118 dovrà essere il medico del reparto a occuparsi del trasferimento.
Da cosa nasce la decisione del direttore sanitario? Da un basso numero di interventi di emergenza urgenza intraospedaliera eseguiti dai medici rianimatori-anestesisti di guardia negli ultimi mesi. E poi dalla sospensione dell’attività chirurgica ortopedica per lavori di messa a norma del blocco operatorio e dell’accesso diretto all’ambulatorio di ortopedia e traumatologia. Infine dalla progressiva riduzione del numero di pazienti Covid.
La decisione del direttore sanitario dell’Aou sta scatenando le proteste dei medici del Marino: «Non siamo rianimatori», dicono molti di loro. È vero che hanno seguito un corso di formazione ma si tratta di un aggiornamento molto basico che non è paragonabile alle competenze di un medico rianimatore. Del malumore diffuso si è fatto interprete in sindacato Anaao-Assomed che ha scritto ai vertici dell’Aou e all’assessore alla Sanità segnalando la situazione che si è creata all’ospedale Marino di Alghero: «Chiediamo l’immediata revoca della disposizione con cui il direttore sanitario ha previsto la sospensione del servizio di emergenza-urgenza ospedaliera nell’ospedale marino di Alghero», scrive nella lettera la segretaria regionale dell’Anaao, Susanna Montaldo.
Le nuove disposizioni «esulano dalle normali competenze richiesta per le quali i medici hanno superato il concorso di ortopedia o fisiatria e non certamente uno di anestesia e rianimazione». Il corso “per il perfezionamento delle manovre salvavita” seguito dal personale della struttura, secondo l’Anaao «non significa che il dirigente ortopedico, fisiatra o medico internista possa essere utilizzato nella pratica clinica quotidiana al posto dell’anestesista rianimatore solo per aver imparato le competenze basiche di supporto alla vita e la defibrillazione precoce».
Il sindacato dei dirigenti medici conclude la lettera sostenendo di confidare «nella revoca della disposizione, con riserva di agire in ogni sede competente a tutela della sicurezza dei medici dell’ospedale marino di Alghero
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
