Emergenza infinita per i vigili del fuoco a Sassari: «Siamo al collasso»
L’allarme: organico ridotto e pochi mezzi
Sassari Le fiamme divorano le campagne e loro sono sempre più al collasso. E succede anche che una barca prenda fuoco in rada e che non si riesca però a intervenire come si dovrebbe. I vigili del fuoco continuano così a fare i conti con la carenza di personale e con l’inadeguatezza dei mezzi a loro disposizione. Una situazione allarmante che riguarda tutto il territorio provinciale e che spinge i sindacati a proclamare l’ennesimo stato di agitazione. «Non ci sono più uomini e mezzi necessari ad assicurare una adeguata risposta alle chiamate di soccorso. La sede centrale in alcune giornate non riesce a garantire una seconda squadra» recita una nota di Fns Cisl Vvf, Conapo, Uil Pa Vvf e Fp Cgil Vvf.
Al collasso Un esempio è l’incendio scoppiato alcuni giorni fa a bordo di una barca davanti ad Alghero. I vigili del fuoco erano lì, ma senza mezzi e le giuste attrezzature non sono riusciti a intervenire in maniera efficiente. «Abbiamo un sistema di soccorso inadeguato per le peculiarità territoriali – spiegano i sindacati –. Basti pensare che i sommozzatori non sono presenti h24». E poi c’è il porto di Olbia, uno dei più importanti del Mediterraneo per numero di passeggeri, che non ha neanche un presidio nautico. Un quadro drammatico, quello dipinto dai sindacati, che riguarda anche tutto ciò che accade sulla terra ferma. «L’aumento delle temperature ha intensificato il propagarsi degli incendi – aggiungono i sindacati –. Il personale, a causa della carenza di organico, è costretto al rientro dai turni liberi per garantire una risposta a quella che è una emergenza conclamata. Questa condizione sta mettendo a dura prova i colleghi, che non hanno più il tempo necessario per il recupero psicofisico e con il conseguente aggravamento delle condizioni di sicurezza e della salute individuale».
Agitazione I sindacati, in attesa di essere convocati dal Prefetto per fare il punto della situazione, proclamano lo stato di agitazione e annunciano uno sciopero per settembre. L’obiettivo è far arrivare il grido di allarme a tutte le istituzioni. «Diciamo basta alle solite passerelle e alle promesse ogni qualvolta che accadono delle disgrazie. Siamo al punto di non ritorno, è il momento di sollecitare e rivendicare risorse umane e strumentali» si legge ancora nella nota firmata da Gian Franco Tedde (Cisl), Pietro Nurra (Conapo), Pasquale Vitiello (Uil) e Giovanni Matzau (Cgil). (d.b.)
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