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Sassari

A Sant’Orsola rinasce il campo di calcetto di via Marginesu

A Sant’Orsola rinasce il campo di calcetto di via Marginesu

Sassari. E' stato rimesso a nuovo da cittadini e volontari

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i Paoletta Farina

Sassari Metti insieme un comitato di quartiere, un’associazione che si occupa del recupero di detenuti, un’azienda privata che si è messa a disposizione per la parte tecnica e la generosità di cittadini e imprenditori. Ed ecco che un’area che rischiava di essere consegnata al degrado viene recuperata. Accade a Sant’Orsola dove il grande spazio in via Marginesu dove da più di trecento anni cresce una roverella è stato valorizzato con un intervento di pulizia a salvaguardia dell’albero monumentale e ricreato il campo di calcetto.

L’impresa è riuscita grazie all’impegno e al lavoro dei presidenti del Comitato e dell’Associazione San Domenico di Caniga, Francesco Piras e Anna Cherchi, e della Royal Caterpillar di Mauro Cescon. Un progetto di recupero partito sotto la giunta guidata da Nicola Sanna, con lavori di recupero del terreno in cui sorgeva un campo da tennis trasformato in campo di calcio, dove però le scorribande dei vandali avevano causato danni, sradicando le porte e le reti. «Avevamo già ripulito il terreno dove si trova la grande quercia censita come albero monumentale - racconta Francesco Piras-. Un’area protetta che vogliamo possa essere sfruttata dai cittadini e che con il rinnovato campo di calcetto, nell’ambito dei progetti di ampliamento e recupero di impianti sportivi che è uno degli obiettivi del nostro Comitato, adesso potrà essere di nuovo utilizzata al meglio».

Sono state acquistate le nuove porte - ora ben ancorate a terra, fa sapere Piras - tracciate le linee, e portati via sacchi e sacchi di rifiuti che si erano accumulati nel tempo. Operazioni portate a compimento dalla squadra dell’Associazione San Domenico, impegnata in progetti di pena alternativa che vedono coinvolte persone condannate a non più di quattro anni e che possono scontarle il loro debito impegnandosi a favore della collettività. «Questo è il sesto progetto di giustizia riparativa che attuiamo - spiega Anna Cherchi - con quanti ci vengono affidati e il bilancio del rapporto con loro è più che positivo. Nessuno, concluso il percorso, ha più commesso reati e si sono reinseriti nella società dalla quale rischiavano di rimanere esclusi». A settembre, partirà un nuovo intervento: “In collaborazione con la Soprintendenza ripuliremo i percorsi e i nuraghi presenti nell’agro di Caniga - annuncia la presidente della San Domenico -. La Fondazione di Sardegna ci ha concesso un finanziamento e cittadini e imprenditori ci hanno donato le attrezzature».



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