Milk Brick, i mattoni di latte: da Ossi alla conquista del mercato
Decolla il progetto nato con il supporto di Italcementi
Sassari I Milk Brick, i mattoni di latte a impatto idrico zero nati dalla vulcanica mente dell’inventore industriale di Ossi Giangavino Muresu, sono pronti a invadere il mercato. Lo scorso 22 marzo (non a caso giornata mondiale dell’Acqua) la Startup Innovativa Milk Brick con il supporto di Italcementi Heidelberg Cement Group e Calcestruzzi ha completato la dimostrazione di prototipi industriali inerenti la produzione di calcestruzzi a impatto idrico zero, grazie all’utilizzo dell’acqua ottenuta dagli scarti del latte dell’Industria casearia nell’impianto produttivo della Calcestruzzi di Quartu. Il completamento del cosiddetto TRL7 ha generato così un primato mondiale nella storia dell’industria edilizia: per la prima volta si sono prodotti calcestruzzi con il 100% di acqua riciclata proveniente da industria casearia in sostituzione dell’acqua naturale.
Tutto grazie all’intuizione di Muresu e della sua startup, che si è concentrata nello studio e messa a punto di un metodo di recupero dell’acqua contenuta nel latte di scarto prodotto dall’Industria casearia, tale da rispettare i limiti previsti dalla normativa vigente per acque naturali, acque superficiali e acque di processo/reflue industriali, in modo da permetterne l’utilizzo nelle centrali di betonaggio per la produzione del calcestruzzo. Un modello di business in perfetto stile Circular Economy che valorizza il latte di scarto come componente del ciclo produttivo dell’Industria del calcestruzzo e soprattutto risparmia l’acqua, risorsa la qui scarsità sta diventando ormai conclamata emergenza mondiale.
Un’idea vincente immediatamente sposata da Italcementi, che nel novembre 2019 selezionò la Startup Milk Brick al Premio Gaetano Marzotto con un riconoscimento speciale dando il via a una collaborazione tecnologica con l’obiettivo di testare nel calcestruzzo, l’utilizzo di acqua riciclata Milk Brick. Missione compiuta, con i test industriali si sarebbero dovuti concludere entro dicembre 2020 ma hanno dovuto pagare lo scotto della pandemia, concludendosi di fatto lo scorso maggio. Ora la startup è pronta per la fase di acquisizione che rappresenta un passo fondamentale per lo sviluppo e l’estensione della tecnologia.
«Dopo anni di lungo lavoro la Tecnologia Milk Brick dell’Impatto idrico zero è divenuta realtà – sottolinea raggiante Muresu – Nella produzione di calcestruzzo l’utilizzo di acqua pura è sempre stato considerato qualcosa di imprescindibile: con la mia attività di inventore industriale sono riuscito a ribaltare questo stereotipo, apportando una nuova soluzione di prodotto e di processo che mi ha permesso di sostituire il 100% di acqua nei processi di miscelazione del calcestruzzo. Ringrazio l’Italcementi Heidelberg Cement Group e la Calcestruzzi per essere stati i primi ad aver creduto fortemente nei Milk Brick. A iniziare dagli Ad Roberto Callieri di Italcementi e Alfonso di Bona di Calcestruzzi, proseguendo con tutta la task force dei managers Italcementi e Calcestruzzi che hanno contribuito al buon esito della sperimentazione: è con tutti loro che voglio condividere questo traguardo importante che ha generato un primato mondiale che resterà indelebile nella storia dell’industria edilizia».
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