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Sassari

La storia

La passione spicca il volo sui colori di Platamona

Dario Budroni
Da sinistra il fondatore Tommaso Solinas e il socio Sergio Colosimo (foto Mauro Chessa)
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Da sinistra il fondatore Tommaso Solinas e il socio Sergio Colosimo (foto Mauro Chessa)

L’aviosuperficie è da quasi 40 anni il regno degli ultraleggeri. Venti soci e piloti anche dall’estero. «È il nostro passatempo»

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Sassari L’aereo è un punto nel cielo sospeso su un enorme prato ingiallito dal sole. La discesa è lenta e l’atterraggio è da manuale: fermata l’elica e spento il motore, padre e figlio saltano giù con l’espressione soddisfatta di chi sa di aver appena portato a termine un gran bel volo su mare, stagni e ombrelloni. A una manciata di metri dalla spiaggia e dalle auto incolonnate alla ricerca di un parcheggio, l’Aviosuperficie Platamona è il piccolo e silenzioso regno destinato a chi si trova meglio con la testa per aria che con i piedi per terra. Realizzata quasi 40 anni fa nei terreni di un privato con la passione per il volo, la struttura ospita i decolli e gli atterraggi degli ultraleggeri di un gruppetto di soci. Ma non solo. A Platamona atterrano anche i piccoli aeromobili di chi arriva da lontano e che ha dunque bisogno di un temporaneo punto di appoggio. «È un po’ come per chi ama andare per mare, in barca – spiega Sergio Colosimo, uno dei soci dell’Aviosuperficie Platamona –. I nostri aerei, infatti, sono esclusivamente destinati al volo di diporto. Si tratta di un passatempo. Anche i costi non sono molto differenti da quelli del mondo della nautica. Gli ultraleggeri, per esempio, possono costare quanto una imbarcazione di medie dimensioni».

La passione Fu Tommaso Solinas, sassarese, a far volare oltre 35 anni fa la sua grande passione, alle spalle della spiaggia di Platamona. «Gli aerei mi son sempre piaciuti – racconta oggi Solinas –. Cominciai da ragazzino con gli aeromodelli, poi sono passato al volo libero, al deltaplano e al volo a motore. Ho avuto la fortuna di avere questi terreni, che avevo sempre coltivato. Un giorno quindi mi sono detto: “Quasi quasi mi ritaglio una striscia di terra e così ci atterro”. Tutto è nato in maniera semplice. Poi si sono aggiunti alcuni amici e abbiamo costruito gli hangar. La zona è sicuramente molto bella, vicina al mare e alla città». L’Aviosuperficie Platamona vanta pochissime strutture. Il giusto necessario per volare e per mettere al riparo i propri ultraleggeri. La pista, in erba, è lunga 600 metri. Poi c’è la sede dell’aviosuperficie: qui è installata la radio per comunicare con chi si trova in volo e sempre qui i soci si incontrano per un caffè, per passare un po’ di tempo insieme. Accanto, invece, i due hangar che ospitano gli aeromobili e lungo la pista, infine, la manica a vento. «È tutto molto semplice – spiega Sergio Colosimo –. Quando fa bel tempo uno viene qua, prende il suo aereo e parte. È una passione condivisa con amici. Abbiamo anche la fortuna di poter volare su alcuni degli angoli più belli della Sardegna. In pochi minuti arriviamo sopra l’Asinara o Alghero. Ma raggiungiamo in poco tempo anche l’arcipelago della Maddalena».

I protagonisti I soci dell’Aviosuperficie Platamona sono una ventina in tutto. Alcuni hanno un ultraleggero tutto loro, altri lo hanno invece acquistato in comproprietà. Tra loro semplici appassionati e anche ex piloti di aerei di linea. «La struttura la gestiamo insieme – sottolinea Colosimo –. Ci occupiamo della manutenzione, tagliamo l’erba, ci si dà sempre una mano. Abbiamo solo ultraleggeri, ma qui in realtà possono atterrare anche aerei dell’aviazione generale. Spesso arrivano persone anche da lontano, dalla Spagna, dalle Canarie. Magari qualcuno che ha bisogno di atterrare e ripartire. Ma c’è anche chi arriva per passare qualche giorno di vacanza». Per questo i soci dell’Aviosuperficie Platamona collaborano con alcuni b&b e agriturismi della zona. Un modo per garantire un servizio completo a chi arriva da lontano. «In passato, soprattutto prima del coronavirus, organizzavamo delle iniziative di carattere sociale, per esempio con le persone con disabilità – spiega il fondatore, Tommaso Solinas –. Per due volte, inoltre, sono venuti a farci visita i piloti delle Frecce tricolori. Siamo praticamente sempre aperti, anche se il grosso dell’attività, essendo il nostro un divertimento, si concentra nel fine settimana, quando la gente non lavora».

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