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Le indagini

Sorso, Guardia costiera al Lido: bufera sulla concessione demaniale

Salvatore Santoni
Sorso, Guardia costiera al Lido: bufera sulla concessione demaniale

Per i militari la gestione delle aree pubbliche è avvenuta in spregio alla legge

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Sorso È bufera sulla gestione delle concessioni demaniali del Lido di Sorso. I militari della Capitaneria di Porto Torres, guidati dal comandante Gabriele Peschiulli, hanno accertato una serie di irregolarità durante un controllo avvenuto nelle scorse settimane. Le risultanze e le sanzioni sono emerse soltanto negli ultimi giorni dopo una comunicazione che la Guardia costiera ha inviato al Comune il primo settembre. Sul tema è previsto un approfondimento nella commissione comunale Bilancio convocato per venerdì prossimo.

Il contesto Nel lido di proprietà pubblica – nato come un’estensione naturale del campeggio Li Nibari e poi spacchettato – sorgono due concessioni demaniali: la 491/2000 e la 494/2000. Entrambe fanno capo al Comune, che attraverso la procedura ex articolo 45bis ha girato la gestione al privato: la D.S. Srls, guidata dal ristoratore sorsense Antonello Zappino, già gestore della Risacca e da poco anche acquirente (dal Comune di Sassari) del vecchio ristorante Ernesto, nella Rotonda di Platamona.

Gli accertamenti Nelle scorse settimane i militari hanno effettuato alcune verifiche nel lido per poi ricostruire i vari passaggi di mano delle concessioni demaniali. Nei mesi scorsi il Comune era stato autorizzato dalla Regione a far esercitare le attività alla ditta di Zappino, ma gli investigatori hanno appurato che nell’area demaniale non stava operando la ditta dell’imprenditore sorsense. Al suo posto c’era la Flomer Srls, che a inizio stagione ha aperto il “Chiara beach”. Secondo i militari la gestione delle concessioni è però avvenuta in «spregio alle disposizioni normative» e «senza che alla stessa sia stato assentito dalla compente autorità amministrativa alcune titolo legittimante». I militari hanno quindi proceduto a sanzionare, diffidando i rappresentanti delle due società a ristabilire entro 5 giorni dalla notifica le corrette modalità di gestione dell’area demaniale.

L’ammonimento Il Comune, da parte, sua è stato richiamato ai propri doveri attraverso una lettera arrivata in municipio i primi giorni di settembre. La titolarità delle due concessioni oggetto di approfondimento, infatti, è in capo a piazza Garibaldi. E quindi, legge alla mano, doveva essere l’amministrazione comunale il soggetto tenuto a vigilare su eventuali comportamenti illegittimi della società sub concessionaria (la ditta di Zappino).

Rischio revoca La Guardia costiera ha provveduto a informare delle irregolarità anche la Regione. In particolare, la questione è finita anche sulla scrivania dell’assessorato regionali agli Enti locali, cioè il soggetto competente al rilascio delle concessioni demaniali sarde. I militari hanno portato gli uffici cagliaritani a conoscenza della situazione per valutare un’eventuale revoca della concessione al privato, oppure la decadenza di quella rilasciata al Comune o, ancora, la trattazione di eventuali richieste di rinnovo che dovessero arrivare in futuro dalle D.S. Srls.
 

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