Caro bollette, sassaresi in difficoltà: «Stritolati dagli aumenti, non si può vivere così»
I disagi delle famiglie tra spesa e rincari dell'energia: «Ormai soltanto rinunce e sacrifici, i soldi finiscono subito»
Sassari Le famiglie si riscoprono sempre più specializzate nei salti mortali. Tra bollette che scottano e prezzi che ti fanno venire voglia di tornare a casa a mani vuote, la vita di tutti i giorni è diventata un enorme campo minato dove si sperimentano nuove tecniche di sopravvivenza. Marco e Giovanna, sassaresi, stanno riempiendo la loro auto di buste della spesa davanti a uno dei discount di Predda Niedda quando sintetizzano in poche parole quello che sta diventando sempre più un sentimento comune.
«Questa vita è ormai fatta di soli sacrifici – dicono insieme –. Che senso ha lavorare e portare a casa pochi soldi quando i nostri guadagni finiscono così presto? Solo rinunce su rinunce. Ormai non si può neanche più parlare di vita, ma di vera sopravvivenza». Le bollette dell’energia elettrica, innanzitutto. E poi i prezzi degli alimenti, del pellet, del combustibile per le stufe. Un mix letale alimentato da un contesto geopolitico non proprio sereno che sta mettendo a durissima prova i bilanci familiari. Soprattutto quelli dei nuclei monoreddito e di chi un lavoro neanche ce l’ha.
Sopravvivenza Giovanna ha un contratto part-time, mentre Marco non ha un impiego fisso. Insieme, certe volte, non riescono a portare a casa neanche mille euro al mese. «Allora, diciamo subito che paghiamo un affitto di 400 euro – spiega lei –. E che da poco abbiamo ricevuto una bolletta dell’Enel di quasi 400 euro, mentre prima, in media, ne spendevamo 140. Poi ovviamente c’è da fare la spesa, però è aumentato tutto: il pane, l’acqua, la pasta. Meno male che almeno, nelle ultime settimane, si è abbassato il costo della benzina». Facile chiedersi come si faccia ad andare avanti così. «Non lo sappiamo neanche noi – prosegue Giovanna –. Ovviamente abbiamo eliminato ogni spesa superflua. La pizza non la mangiamo più in pizzeria ma ce la facciamo a casa. Pure il caffè al bar è diventato un lusso. E quindi mi chiedo: si può lavorare soltanto per pagare le bollette? Anche perché gli stipendi sono naturalmente rimasti gli stessi. Siamo disperati. Il nostro non è neanche un caso limite perché in tantissimi si trovano in questa stessa situazione, se non addirittura peggio. Sì, siamo davvero amareggiati». Poi un altro esempio. «Penso a mia mamma – prosegue la donna –. Prende una pensione di soli 500 euro. E come fa a pagare le bollette della luce, la tassa sui rifiuti e a pagare l’acqua? No, non si può mica andare avanti così».
Risparmio totale Anche Daniele Pinna e Polina Komarova, marito e moglie, sono appena usciti dal supermercato. Si sentono comunque fortunati, perché almeno lui uno stipendio ce l’ha. Allo stesso tempo, però, anche la loro la vita, ultimamente, ha preso una direzione diversa. «Prima, di luce, pagavamo 140 euro – spiega lei –. Poi è arrivata una bolletta da 334 euro, un’altra da 344 e infine una da 160. Non sappiamo se ci sia stato qualche conguaglio, ma sta di fatto che ora stiamo cercando di risparmiare il più possibile. In casa i consumi sono ridotti al minimo. Anche fare la spesa è diventato difficile. È aumentato tutto. Una volta riuscivamo a riempire il carrello, mentre adesso, con lo stesso tanto, il carrello si riempie a metà». E a proposito di spesa, il marito aggiunge: «Prima magari compravamo il pesce fresco, ora no. Insomma, si fanno delle rinunce. E per fortuna che non ho mai comprato la stufa a pellet, visto quanto costa adesso».
Via il superfluo Tiziana è una giovane donna. Ha un lavoro e vive da sola, ma anche lei si è accorta che qualcosa è cambiato. «Io a casa non ci sto praticamente mai, ma la luce è passata da 70 a 145 euro – spiega –. Poi il mutuo, la spesa, il gas, la benzina. Tutto è diventato carissimo. Quindi cerco di togliermi qualche sfizio in meno. Magari rinuncio a una pizza oppure riduco i giorni di sport». Accanto c’è Valeria, la mamma. «Io sono casalinga e mio marito è pensionato – racconta lei –. Di luce, prima, pagavamo circa 240 euro, adesso 428. E poi ci sono tutte le altre spese giornaliere. Quindi eliminiamo il superfluo, evitiamo di spendere per cose inutili. E meno male che almeno il mutuo lo abbiamo finito».
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