La Nuova Sardegna

Sassari

La polemica

Stadio dei Pini a “fasce orarie”, è scontro tra gestori e società

di Giovanni Bua
Stadio dei Pini a “fasce orarie”, è scontro tra gestori e società

Sassari, da lunedì partono le nuove regole e la tensione è alle stelle

23 ottobre 2022
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Sassari Una richiesta di convocazione urgente della quinta commissione da parte del centrosinistra «per conoscere l’iter che ha portato all’attuale gestione della struttura», una tavola rotonda già programmata la prima settimana di novembre con Comune, gestori e utilizzatori, una mail galeotta che avvisa che le nuove e contestatissime fasce orarie saranno in vigore a partire da domani, almeno otto società, con centinaia di iscritti, pronte allo scontro. E la Fidal alla disperata ricerca di ricomporre la sempre più profonda frattura che sta sconquassando il mondo dell’atletica cittadina.

La polemica Non accenna a placarsi la polemica legata al nuovo corso allo stadio dei Pini che, da fine giugno, è stato dato in gestione dall’Ati formata dalla capogruppo Ichnos Sassari, da I guerrieri del Pavone e dalla Polisportiva Luna e Sole, dopo che la gara per affidare l’impianto era andata per due volte deserta. A scaldare gli animi delle società cittadine in particolare è la nuova divisione delle fasce orarie, che dovrebbe entrare in vigore da domani, e che prevede una finestra riservata alle tre società che gestiscono il “Siddi”: la prelibatissima fascia che va dalle 18 alle 19.30. Una delle richieste dell’Ati, che il Comune ha accettato, insieme a una rimodulazione del piano tariffario, approvato dalla giunta con una delibera datata 5 settembre e in vigore dall’1 gennaio 2023.

Affidamento diretto E qui iniziano i problemi, di cui ora i consiglieri di opposizione chiedono conto all’assessora Rosanna Arru in commissione. Il bando infatti è andato per due volte deserto, e la stessa Fidal che storicamente gestiva l’impianto si è sfilata (a livello nazionale), perché era economicamente insostenibile. Dopo la seconda chiamata a vuoto il Comune ha fatto sapere di essere disposto a valutare qualsiasi progetto che rispettasse i desiderata, ovvero prendere in carico gestione e costi dell’impianto, secondo il modello che Palazzo Ducale sta seguendo in tutte le strutture sportive.

Lì è arrivata l’offerta dell’Ati, che prevedeva però la richiesta di un aumento di tariffe importante (praticamente decuplicano passando dall’1,2, 1,5 euro all’anno per atleta a 12), accettata dal Comune che ha proceduto all’affidamento diretto. Una scelta accolta male delle società escluse, che chiedevano, a fronte della possibilità mai messa nero su bianco di aumentare le tariffe, di essere coinvolte in un nuovo bando.

Fasce orarie Maretta che è diventata tempesta quando l’Ati ha presentato ai frequentatori del Siddi il nuovo piano di gestione oraria dello stadio, con una fascia riservata ai nuovi gestori. Fascia teoricamente permeabile anche per i non tesserati delle tre società, ma solo a condizione di organizzare (e pagare) corsi specifici.

Una decisione contrastata con forza dalle altre società, che ha convinto la Fidal a intervenire in prima persona col Comune per cercare una mediazione che soddisfi tutto il movimento (composto da oltre 1200 tesserati e almeno il doppio di utilizzatori dello stadio tra scuole e associazioni di promozione sportiva) e allo stesso tempo non rischi di far ridurre il numero di tesserati o di creare “antipatici” e complicati travasi tra società.

La mediazione Mediazione difficile, con l’assessora Arru che, complice il cambio del dirigente del settore nei giorni scorsi, ha chiesto tempo, convocando per l’inizio di novembre una “tavola rotonda” aperta a tutti gli attori in campo. E i consiglieri di centrosinistra Carla Fundoni, Fabio Pinna, Giuseppe Masala e Giuseppe Mascia, Lello Panu, Marco Dettori e Mariano Brianda che nel mentre vanno alla carica, chiedendo: «Quali valutazioni di merito siano state fatte per ritenere soddisfatte le condizioni di accesso alla struttura rispettando il principio di pluralità di utilizzo e del piano tariffario proposto dall’ATI richiedente, il che peraltro risulta successivo alla chiusura del bando».

La mail Per ora l’Ati tira dritta, forte della previsione del bando che chiede che il gestore garantisca il 30% di utilizzo alle altre società mentre, di fatto, sulle 11-12 ore di apertura quotidiana, con il “nuovo corso” hanno diritto a 4,5 ore in esclusiva e 4 in coabitazione con l’utenza libera. E, con una mail alle società, annuncia che le nuove regole saranno in vigore da domani. Alla fine però tutto potrebbe slittare almeno di un paio di settimane o addirittura a gennaio. Nella speranza che nel mentre Fidal, assessorato, gestori e società trovino un accordo che non danneggi il glorioso quanto affaticato movimento cittadino, che allo stadio dei Pini deve sempre essere di casa.

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