La Nuova Sardegna

Sassari

Platamona

Un’opera di Spada da salvare su un muro del ristorante Ernesto

di Roberto Sanna
Un’opera di Spada da salvare su un muro del ristorante Ernesto

L’acquirente del locale: «Vorrei tenerla ma non so come si possa spostare»

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Sassari In un groviglio complicato di burocrazia, abusi edilizi, ruspe e ricostruzioni, tra i muri ormai vetusti del ristorante Ernesto a Platamona spunta anche un’opera del pittore Costantino Spada che forse meriterebbe una sorte migliore della demolizione alla quale sembra destinata. Un disegno su un rettangolo in muratura a sua volta attaccato a una parete, con la dedica di Spada proprio a Ernesto Casula, fondatore dello storico locale sulla Rotonda che, se tutto andrà bene, passerà nelle mani dell’imprenditore di Sorso Antonello Zappino che dopo un lunghissimo iter dovrà perfezionare l’acquisto del locale, dismesso dal 2011, proprietà del Comune di Sassari ma con una parte che ricade nel territorio di Sorso.

Costantino Spada, del quale proprio nel 2022 è stato celebrato il centenario della nascita , è stato uno dei più noti e popolari pittori sassaresi e anche per questo ogni sua opera si porta dietro, oltre alla cifra artistica, anche un pezzo di storia. «Si tratta di un’opera molto particolare, che non era visibile dall’esterno era situata dentro una sala e che ora, con le demolizioni, è rimasta all’aria aperta ed esposta alle intemperie – spiega Zappino –. Io vorrei salvarla e trasferirla nel nuovo locale, purtroppo sembra un’operazione impossibile. Abbiamo anche convocato degli esperti e tutti hanno grossi dubbi, è una specie di murale attaccato a un altro muro e provando a portarlo via si sbriciolerebbe sicuramente. Sinceramente sono in difficoltà, per adesso l’abbiamo coperto per non esporlo al vento e alla pioggia ma se non verrà trovata una soluzione a breve dovremo purtroppo procedere alla demolizione».

Il pittore Igino Panzino sottolinea soprattutto il valore storico dell’opera, quasi una testimonianza artistica della Sassari di quei tempi: Costantino Spada è scomparso nel 1975 mentre il ristorante venne inaugurato negli anni Cinquanta, quindi stiamo parlando di un periodo molto vivace della città sotto tanti punti di vista: «Ricordo benissimo il murale nella sala , ci sono stato più volte– dice –. Se parliamo di valore, a mio parere Costantino Spada nel corso della sua vita artistica ha fatto di molto meglio. Quel murale ha comunque il pregio di testimoniare il modo di essere di uno come Spada e anche del ruolo che ricopriva a Sassari. E che la città, si badi bene, gli riconosceva. Fatto, quest’ultimo, che ormai non esiste più. A quei tempi a un artista veniva ancora riconosciuto un ruolo sociale e pittori come Costantino Spada potevano vivere del loro lavoro, adesso sarebbe impensabile. Mi viene da pensare che abbia portato su quel pezzo di muro una sorta di recita sul suo modo di essere ed è un qualcosa che i pittori di oggi, purtroppo, non hanno più». Igino Panzino condivide poi sia la necessità di provare a conservare l’opera sia le perplessità sulla riuscita di un eventuale salvataggio: «Bisognerebbe salvarla proprio riconoscendole il valore di una testimonianza di quei tempi – dice –; obiettivamente, non so quanto possa essere fattibile. Ragionando dal di fuori, mi viene da pensare a una teca o a un’edicola, però non ho idea di come materialmente potrebbe essere realizzato un intervento di questo tipo»
 

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