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Castelsardo, fulmine sulla cattedrale: in tilt l’impianto audio del campanile

Castelsardo, fulmine sulla cattedrale: in tilt l’impianto audio del campanile

Il parroco don Pietro Denicu: «La comunità non rimarrà insensibile»

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Castelsardo Un fulmine particolarmente potente, durante i temporali dei giorni scorsi, ha colpito il campanile della cattedrale di Sant’Antonio Abate, mettendo fuori uso l’impianto che governa il suono delle campane e danneggiando parte dell’antica cupola maiolicata. La preziosa torre campanaria già otto anni fa era stata protagonista di un evento analogo. Un lampo aveva infatti causato un danno del valore di ottomila euro al medesimo impianto, prontamente riparato grazie al contributo della comunità.

Diversi sono stati anche i danni compiuti negli anni da sbalzi di corrente e interruzioni improvvise del servizio dovuto ad avverse condizioni meteo. Ieri mattina è stato già effettuato il sopralluogo dei tecnici per la valutazione dei danni, ma il computer fumante scoperto dal parroco don Pietro Denicu poco dopo il fulmine, ed il successivo potente tuono, non promettono nulla di buono. Intanto, già dalla notte del temporale le campane tacciono, suonate manualmente, dal parroco, solo per la messa della domenica.

Grazie ai documenti rinvenuti recentemente negli archivi della diocesi si è potuto attestare che la nuova cattedrale, fatta edificare dal vescovo Giovanni Sanna alla fine del 1500, aveva il suo campanile nell'area destra del transetto (dove ora sorge l'altare di San Giorgio). L'edificio non aveva dimostrato però grande stabilita e, dopo un paio di pericolosi cedimenti, si decise, alla fine del 1600, di edificare una nuova torre campanaria, nell'attuale sito, dove sorgeva una chiesetta dedicata alla anime del Purgatorio. La piccola chiesetta venne subito ricostruita, dove ancora sorge, pochi metri più a oriente, non lontano dall'ingresso della cattedrale. «Non disperiamo di porre rimedio al danno causato dal fulmine – afferma fiducioso il parroco don Denicu – la comunità non rimarrà insensibile e le campane torneranno di nuovo a suonare, segnando le parti della nostra giornata e ricordando la presenza di Dio fra noi».

Donatella Sini

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