Sorso, Comune deciso: «Il Lido Iride si farà dove è stato previsto»
L’assessore Mangatia: le volumetrie non si spostano
Sorso. «Fino a oggi questa amministrazione ha sempre dimostrato di portare avanti i suoi programmi e i suoi progetti, e vincerà anche questa sfida, per il bene di tutta la comunità». Parola dell’assessore all’Urbanistica di Sorso, Andrea Mangatia, che interviene nel dibattito sul futuro del Lido Iride per ribadire la volontà del Comune dove ricade l’ex compendio balneare.
Il componente dell’esecutivo guidato dal sindaco Fabrizio Demelas si dice non poco perplesso per le affermazioni del consigliere di opposizione Gianni Tilocca, che nei giorni scorsi aveva lanciato, insieme al suo gruppo “Svolta civica”, l’idea di una nuova Platamona senza Lido Iride, spostando le volumetrie fuori dai 300 metri dalla costa.
Ma secondo l’assessore la traslazione non s’ha da fare. «La proposta di spostarle – commenta Mangatia – è semplicemente impraticabile e sorprende che a lanciarla sia chi in passato ha svolto il ruolo dell’assessore. L’area dove sorgeva il Lido Iride è di proprietà del Demanio che mai potrebbe accettare di perdere quelle volumetrie e soprattutto perdere gli introiti che generano». E ancora: «È semplice, ma anche inutile e demagogico, parlare genericamente di spostarle in un altro luogo senza specificare dove, senza dire se l’eventuale area individuata sia di proprietà pubblica o di un privato».
Il gruppo capitanato da Tilocca aveva espresso perplessità sul disegno che vede legate le sorti di Platamona e di tutta la fascia costiera alla ricostruzione dell’Iride. In sintesi sostengono che c’è sviluppo anche senza l’ex compendio, che potrebbe essere sostituito con altre aree attrezzate da disciplinare nel Piano di utilizzo dei litorali. «C’è un aspetto – ribatte ancora Mangatia – che viene inspiegabilmente trattato con sufficienza: quello dove sorgeva il Lido Iride è un luogo storico che ha tutte le caratteristiche per essere motore dello sviluppo di tutto il litorale e la memoria non è trasferibile chissà dove e per avvantaggiare chissà chi».
Tilocca e colleghi avevano anche parlato di Iride come trofeo politico. Intendendo che la ricostruzione del gigante di ferro e calcestruzzo sul mare è sempre stata perseguita come priorità – tralasciando anche solo il pensare soluzioni alternative, a costo di lunghi anni di stallo – soltanto perché la politica locale non voleva rivedere le proprie posizioni storiche. «Il lavoro fatto in tutti questi anni per la sua demolizione e riqualificazione – dice ancora l’assessore all’Urbanistica – non aveva come obiettivo di esibire un trofeo politico ma trasformare un luogo diventato simbolo del degrado a esercitare un ruolo da protagonista per il rilancio di tutto il Nord Ovest della Sardegna. Certo, le difficoltà non mancano e non sono mancate in tutti questi anni».
«Sembrava impossibile anche far cadere quell’assurdo vincolo che ne impediva la demolizione – conclude Mangatia – e proprio grazie a quel vincolo caduto che si sono create le condizioni per poter bandire le gare».
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