Sessant’anni nel mondo del vino, l’enoteca Vignocchi a Sassari guarda avanti
Il locale aperto nel 1962 in via Napoli è diventato un ritrovo per gourmet
Sassari Per comprare il vino di Vignocchi la gente faceva la fila col bidoncino in mano in via Napoli, davanti alla rivendita dove Vincenzo, imprenditore del settore edile, aveva avuto la grande intuizione di aprire una seconda attività legata a un mondo ancora vergine. Era il 1962 e sessant’anni dopo quel piccolo locale si è trasformato in un’elegante angolo del gusto che racchiude una vineria, un’enoteca e una salumeria con prodotti di altissima qualità. Sempre in via Napoli, dall’altra parte della strada, col figlio di Vincenzo, Alessandro, che ha trasformato l’enoteca di famiglia in un locale per raffinati buongustai.
“Vigno” è il nuovo corso di un’azienda che in sessant’anni ha sempre saputo adeguarsi ai tempi. Superando le turbolenze del mercato e l’evolversi di un settore che è completamente mutato, adesso non c’è più bisogno di mettersi in fila e il vino puoi acquistarlo direttamente al supermarket o, ancora meglio, fartelo consegnare a casa con un semplice click. Nel 1962 le cose, però, erano diverse: «Mio padre aveva un’azienda con mezzi per il movimento terra e nel periodo della vendemmia lavorava per la cantina di Santa Maria La Palma – racconta Alessandro –. A quei tempi il vino si vendeva sfuso e bisognava andare nelle cantine. Gli venne l’idea, così, di aprire in via Napoli e venderlo lui. Nel retro del locale inaugurò anche un circolo privato dove stavano mio nonno e i suoi amici, con un braciere ricavato da un cestello di lavatrice». Vincenzo Vignocchi era astemio ma aveva il fiuto degli affari: quel negozio fu un grande successo, tanto che ne aprì un secondo al Latte Dolce, quartiere che stava nascendo e i in forte espansione. E, più avanti, anche un terzo nella zona di Santa Maria rilevando il locale del biscottificio Pesce. Insomma, gli affari giravano così bene che presto quella del vino diventò l’unica attività. «Vendevamo il vino ai privati e poi, aprendo un’attività di distribuzione, anche in larga scala alle aziende che volevano imbottigliarlo. All’inizio era il vino di Santa Maria La Palma, poi cambiammo con Jerzu – aggiunge Alessandro –. Nel corso degli anni io mi sono spostato soprattutto nel settore della distribuzione, avevamo anche birra e bibite. L’azienda restava comunque a carattere familiare, ci lavoravano anche mia madre, i miei fratelli, un mio cugino, un compare di mio padre. Siamo stati i primi su tanti fronti: il vino alla spina, per esempio, e i fusti da 5 litri. E devo dire che i sassaresi non ci hanno mai abbandonati, ricordo famiglie che ogni giorno consumavano dai 2 ai 5 litri».
Gli anni Novanta vedono il mercato modificarsi. Le cantine che etichettano si moltiplicano, la grande distribuzione apre le enoteche all’interno dei market ed è facile acquistare vini a buon prezzo. Se l’attività di distribuzione tiene, quella di vendita si riduce e tutto ritorna in unico punto vendita in via Napoli. Nel 2020 la famiglia perde il capostipite Vincenzo e Alessandro prende in mano la situazione: «Come semplice enoteca non potevamo avere grande futuro – dice –, così l’ ho rilevata e trasformata ispirandomi anche a quello che avevo visto in tanti anni di viaggi di lavoro. Resta un’attività di famiglia, siamo arrivati alla terza generazione perché ci lavora anche mio nipote e i mia sorella Tiziana è sempre qui, abbiamo dieci dipendenti e portiamo i prodotti migliori da tutto il mondo: in tutto abbiamo 5.000 referenze. È possibile degustare qualsiasi bottiglia esposta e accompagnarla con il cibo preparato nella nostra cucina. Ma non siamo un ristorante, non facciamo primi piatti; e non serviamo caffè e cocktail, è giusto che lo facciano i bar: il nostro mondo resta il vino e il menù è legato a questo. Una svolta che, ancora, i sassaresi hanno saputo apprezzare».
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