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Sassari

Il processo

Sassari, perseguita il fratello: il gip le proibisce di avvicinarsi a meno di 100 metri da lui

di Nadia Cossu
Sassari, perseguita il fratello: il gip le proibisce di avvicinarsi a meno di 100 metri da lui

Dietro l'atteggiamento della donna tensioni familiari per una eredità

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Sassari Tensioni in famiglia nate per questioni ereditarie e sfociate in una serie di atti persecutori che una sorella avrebbe commesso nei confronti del fratello, gestore di un cantiere nautico.

Ieri mattina, al culmine di una situazione che per l’uomo (assistito dall’avvocato Danilo Mattana) era ormai diventata insostenibile, il gip Giuseppe Grotteria – accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu – ha applicato nei confronti della donna 61enne il divieto di avvicinamento al fratello e ai luoghi che lui frequenta prescrivendole di mantenere una distanza di almeno cento metri da lui, dalla sua abitazione e dal suo posto di lavoro. Nel caso l’indagata dovesse violare le prescrizioni il giudice potrebbe applicarle anche una misura di custodia.

La sequenza di atti persecutori risalirebbe al periodo compreso tra febbraio e ottobre di quest’anno. Nel lungo elenco di episodi messo nero su bianco dalla Procura nella richiesta di applicazione della misura cautelare personale figurano appostamenti – ravvicinati nel tempo – all’interno del cantiere nautico con la propria auto posizionata in modo tale da bloccare l’ingresso e l’uscita di clienti e dipendenti dell’impresa. Un giorno la donna sarebbe entrata insieme a sua madre nel capannone e in particolare nell’area in cui erano presenti gli operai “intenti – scrive il pm – alla resinatura di componenti nautici. E, benché invitata ad allontanarsi, continuava imperterrita ad aggirarsi all’interno del cantiere, fumando in un capannone in presenza di materiali altamente infiammabili e mettendo così a rischio la sicurezza dei lavoratori che si trovavano costretti a interrompere le lavorazioni. Inoltre, toccava e spostava i pezzi resinati arrivando a sdraiarsi sopra di essi provocando in tal modo il fratello che richiedeva l’intervento delle forze dell’ordine”. E quella era stata una delle tante occasioni in cui era stato necessario chiamare polizia e carabinieri. Un’altra volta, sempre con la stessa condotta, aveva “costretto gli operai a interrompere e rendere vano il lavoro appena eseguito, perché la sua irruzione impediva la catalizzazione dei pezzi resinati, fino all’arrivo delle forze dell’ordine”. Una pattuglia del commissariato di Alghero era intervenuta anche un giorno in cui la 61enne “irrompeva nuovamente nel cantiere e per oltre 36 minuti disturbava il lavoro degli operai intenti a manovrare un sollevatore telescopico posizionando la propria auto in prossimità delle macchine e mettendo in pericolo l’incolumità delle persone presenti”. Un giorno l’indagata avrebbe addirittura “posizionato alcune lamiere sotto una gru e un carrello semovente provocando danni agli impianti elettrici e idraulici stimati in oltre duemila euro». E poi ci sarebbero le molestie mentre il fratello era in un bar in compagnia di altre persone “davanti alle quali lo insultava incurante dei reiterati inviti ad allontanarsi rivoltigli dall’uomo”.


 

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