Sassari, l’intervento salva la vita al velista neozelandese e lui organizza una raccolta fondi per il reparto
Cardiochirurgia, un “crowdfunding” per acquistare nuove attrezzature
Sassari Lo scorso 6 settembre aveva perso improvvisamente i sensi durante una regata dei maxi yacht nel corso della “Rolex Cup” a Porto Cervo. Warwick Fleury, famoso velista neozelandese di 60 anni, rischiava di morire a causa di un gravissimo problema cardiaco, ma grazie a un intervento a cuore aperto durato otto ore i cardiochirurghi dell’ospedale civile “Santissima Annunziata” di Sassari gli avevano salvato la vita.
Per ringraziare del trattamento ricevuto in sala operatoria e poi nelle settimane successive durante il ricovero a Sassari, il velista ha deciso qualche giorno fa di aprire una raccolta fondi per poter acquistare delle attrezzature all’avanguardia per aiutare i medici dell’ospedale civile e tutto il personale a migliorare l’assistenza e poter salvare altre vite umane. Il piccolo miracolo, che nel reparto all’avanguardia guidato da Michele Portoghese per questa specifica patologia si compie circa tre volte al mese, era consistito nella sostituzione della radice aortica, della aorta ascendente, della valvola aortica e il reimpianto delle arterie coronarie.
A distanza di tre mesi dall’operazione le condizioni del paziente sono buone, l’uomo è tornato in Nuova Zelanda dove sta svolgendo la riabilitazione e piano piano sta tornando a condurre una vita normale. Ma senza l’intervento tempestivo dei medici sassaresi il velista - che ha partecipato otto volte alla America’s Cups - non ce l’avrebbe mai fatta. Il dramma si era consumato in mezzo al mare, ma i soccorsi erano stati immediati e per sua fortuna Warwick Fleury, era stato trasportato d’urgenza all’ospedale civile di Sassari dopo un primo passaggio a Olbia. I medici del pronto soccorso gallurese, dove era stato portato in ambulanza da Porto Cervo, avevano capito che la situazione era drammatica. Gli esami avevano evidenziato una dissezione aortica di tipo A, coinvolgente l’aorta ascendente, l’arco aortico, i tronchi sopraortici e l’aorta discendente. Solo un’operazione urgente avrebbe potuto salvargli la vita. Warwick Fleury era stato così riadagiato in ambulanza e trasportato a sirene spiegate all’ospedale di Sassari nel cuore della notte.
L’uomo era entrato direttamente in sala operatoria, dove era stato sottoposto a un intervento di otto ore dall’equipe della Cardiochirurgia diretta da Michele Portoghese, della quale fanno parte anche i cardiochirurghi Francesco Orrù, Giangiacomo Carta e Simone Mureddu. L’intervento era perfettamente riuscito e l’uomo aveva potuto riabbracciare i suoi familiari, arrivati con il cuore in gola a Sassari dalla Nuova Zelanda. Insieme alla grande professionalità e umanità di tutto il personale, dagli anestesisti a tutto il corpo infermieristico, Warwick Fleury durate la degenza a Sassari aveva riscontrato una carenza di risorse tra gli equipaggiamenti del reparto. Attrezzature che avrebbero potuto migliorare l’assistenza dei pazienti.
«Le settimane successive al mio intervento - racconta il velista - sono state senza dubbio il periodo più traumatico della mia vita. Ma sarò sempre grato per le cure e che ho ricevuto da tutto il meraviglioso personale dell’ospedale civile di Sassari e per questo ho deciso di aprire una raccolta fondi a favore del reparto di Cardiochirurgia».
L’obiettivo dichiarato nella pagina aperta da Warwick Fleury nel portale “Gofundme” (una piattaforma online che consente dir raccogliere fondi per sostenere progetti e associazioni) è di raggiungere l’importo di ottantamila euro. «Con quella cifra - spiega il velista - si potrebbe acquistare per il reparto sassarese un ecocardiografo portatile, uno strumento che, tramite ultrasuoni, permette la visione del cuore e dei grossi vasi in varie posizioni. Le macchine portatili - aggiunge Warwick Fleury - sono più duttili e possono essere usate in piccoli spazi, come ad esempio al letto del paziente. Qualora si raccogliessero più soldi del necessario - continua il velista - quelli in eccesso verrebbero spesi per materassi ospedalieri, del valore di circa 1800 euro ognuno».
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