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Presepe

Sassari, centinaia di statuine colorano l’antico bazar: «Così da quasi 70 anni»

Costanza Marongiu porta avanti il piccolo bazar creato dalla madre Grazia Pasqua Maria Melis (foto Ivan Nuvoli)
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Costanza Marongiu porta avanti il piccolo bazar creato dalla madre Grazia Pasqua Maria Melis (foto Ivan Nuvoli)

La tradizione in una bottega del centro

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Sassari I clienti più fedeli sono forse i sacerdoti. In chiesa lo spazio non manca e quindi ci si può anche permettere di schierare statuine di una certa grandezza. «Ma devo dire che ci sono diversi appassionati, gente che acquista pastori e altri personaggi anche nel corso dell’anno per poi trovarsi pronta a Natale» spiega Costanza Marongiu in mezzo a un vasto esercito fatto di pescivendoli, falegnami, cammelli e pecore portate in spalla. Nel suo piccolo bazar di via Pettenadu, che resiste miracolosamente alla crisi del centro storico e alla concorrenza spietata dei centri commerciali, anche quest’anno ha riempito spazi e vetrine di centinaia di statuine per il presepe, tutte rigorosamente fatte a mano. È una tradizione che tra le mura dell’Antica Bottega, aperta a due passi da piazza Tola fin dal 1955, si porta avanti con una certa passione. Una San Gregorio Armeno in miniatura che dà un tocco di atmosfera natalizia a una zona dove si fa una certa fatica a respirare l’aria magica e serena della festa.

Il presepe Costanza Marongiu è un’educatrice e da qualche tempo porta avanti il caratteristico bazar inaugurato quasi 70 anni fa dalla madre Grazia Pasqua Maria Melis, che resta la titolare. Un negozietto dove ci si può trovare di tutto e che in vista del Natale si distingue per la grande cura riservata alle statuine del presepe. «Mia madre ha iniziato a vendere statue fin dall’inizio – racconta Costanza Marongiu –. E io ci sono cresciuta, mi piace questa tradizione. Sono statuine artistiche, in gesso o in resina, e sono tutte dipinte a mano. Vanno dai quattro ai trenta centimetri». Le più grandi possono costare anche 80 euro. Roba per veri appassionati. «Ci sono diverse persone che amano creare un bel presepe dentro casa – continua Costanza Marongiu –. Magari ogni anno aggiungono un pezzo nuovo. Ho venduto alcune statuine anche nel giorno dei Candelieri. Logico che ci vuole tempo e grande passione per allestire un presepe di questo tipo».

La solitudine Una scena, quella di via Pettenadu, ormai particolarmente rara. Tutte e tre le vetrine dell’Antica bottega sono affollate di statuine e per Costanza Marongiu si tratta di una delle tante sfide messe in campo per resistere al tempo che passa e che cancella tutto. «Non è facile portare avanti questa attività, sono sincera – spiega –. E non lo è soprattutto qui nel centro storico. Ormai siamo sempre meno e noi commercianti siamo in grande sofferenza». Natale si avvicina e di mattina piazza Tola appare spoglia, animata soltanto dai pochi banchi del mercatino. «Sarebbe stato bello se in piazza avessero organizzato qualcosa – dice sconsolata Costanza Marongiu –. Non c’è proprio niente. Ci aspettavamo almeno un albero di Natale. Si potrebbero coinvolgere degli artisti, anche l’accademia o l’istituto d’arte, giusto per creare qualcosa di bello, per far venire la gente qui. Invece nulla». (d.b.)

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