Sassari, l’Atp e le aggressioni sugli autobus: «Al lavoro per la sicurezza di tutti»
Depperu: «L’azienda fa il possibile, presto le telecamere nelle fermate»
Sassari C’è un controllore che è stato preso a schiaffi e pugni da un passeggero che non voleva pagare il biglietto. E poi c’è una donna che per due mesi di fila ha dovuto viaggiare in compagnia di una banda di bulli che le ha riservato insulti, colpi e dispetti vari. A bordo degli autobus del servizio di trasporto cittadino si torna a parlare di sicurezza e Paolo Depperu, presidente dell’Atp, annuncia nuove misure per mettere un ulteriore freno agli episodi di violenza e inciviltà. Presto, per esempio, in molte fermate della città saranno installate nuove telecamere di videosorveglianza. «Stiamo facendo il massimo per garantire la sicurezza di passeggeri e lavoratori – sottolinea Depperu –. Per quanto riguarda le aggressioni, stiamo comunque parlando di percentuali fortunatamente basse, considerato che ogni giorno trasportiamo 37mila persone per un totale di oltre 13 milioni all’anno. Ovvio che ciò che è accaduto, anche di recente, non è ammissibile e per questo continueremo a investire nella sicurezza».
Telecamere I bus cittadini sono videosorvegliati. In più dallo scorso maggio i controllori dell’Atp indossano la bodycam, una telecamera applicata direttamente sulla divisa. «Adesso, insieme al Comune – annuncia Paolo Depperu –, stiamo invece progettando l’installazione di 45 telecamere nelle paline elettrificate delle fermate dei bus. Saranno attivate nei punti strategici della città, in accordo con la polizia locale. L’azienda fa il possibile per tutelare la sicurezza dei passeggeri e del personale viaggiante. E tutto questo in collaborazione con le forze dell’ordine, alle quali mettiamo a disposizione i video delle nostre telecamere». È accaduto anche nei giorni scorsi, quando un controllore è stato aggredito da un uomo senza biglietto. «Su questo fatto non posso dire nulla perché le indagini sono in corso – spiega il presidente dell’Atp –. Posso però dire che, oltre alle telecamere, ultimamente abbiamo anche aumentato il numero dei verificatori, che sono passati da 4-5 a 14. La divisa è sempre un deterrente e cerchiamo di non mandare i nostri controllori da soli ma in piccoli gruppi». E a proposito di sicurezza a bordo, nei giorni scorsi era intervenuto Alessandro Russu, segretario regionale Tpl della Fit Cisl. «Chiediamo che tutte le aziende – aveva detto Russu –, il cui personale è soggetto ad aggressioni, si costituiscano parte civile consentendo ai lavoratori vittime di violenza di intervenire nel processo penale contro gli aggressori. Riteniamo che vada fatto tutto il possibile, a ogni livello, per fare in modo che i mezzi pubblici tornino a essere luoghi sicuri per passeggeri e lavoratori». Inoltre Russu aveva sollecitato un incontro in prefettura proprio per affrontare il fenomeno delle aggressioni.
Nuovo anno L’installazione delle telecamere nelle fermate non sarà l’unica novità dei prossimi mesi. L’Atp, che ha appena festeggiato i suoi primi 50 anni di storia con tanto di logo rossoblù nuovo di zecca, metterà in campo un servizio di controllo preventivo dei biglietti: chi ne sarà sprovvisto, dunque, non potrà più salire a bordo. Una sperimentazione che inizialmente riguarderà alcune linee e che pian piano sarà esteso a tutto il servizio.
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