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Sassari

Il caso

Maltratta i familiari: scatta il codice rosso per un 66enne di Ozieri

di Barbara Mastino
Maltratta i familiari: scatta il codice rosso per un 66enne di Ozieri

Intervento dei carabinieri: i provvedimenti firmati dal questore

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Ozieri Un pensionato logudorese di 66 anni è stato sottoposto a due misure di interdizione dal questore per gravi atti intimidatori e altri maltrattamenti fisici e psichici nei confronti dei suoi familiari conviventi. Fatti avvenuti in un recente passato e reiterati nel tempo. Gravi al tal punto da aver fatto ritenere doveroso ai carabinieri di Ozieri – agli ordini del capitano Gabriele Tronca – rendere un dettagliato rapporto al questore di Sassari, che in qualità di autorità provinciale di pubblica sicurezza di fronte all’evidenza (e a una tale «gravità ed efferatezza», fanno sapere fonti dell’Arma) ha emesso nei confronti del pensionato due provvedimenti amministrativi: la misura di prevenzione dell’avviso orale e, contestualmente, l’ammonimento per violenza domestica. «Il primo – riferiscono dai carabinieri – è un vero e proprio avviso formale previsto dal Codice antimafia e impone a chi lo riceve di tenere una condotta di vita conforme alla legge, mentre il secondo, mutuando quanto già previsto dalla normativa sullo stalking, ammonisce il destinatario dal tenere condotte violente e gravemente lesive della vita in famiglia. Entrambi i provvedimenti, emessi d’urgenza, hanno avuto origine comune da un profilo di pericolosità sociale, reputato concreto e attuale, che l’uomo aveva manifestato nel tempo».

L’evoluzione della vicenda è stata resa possibile grazie alle attività che l’Arma dei carabinieri mette in campo nel territorio, a cominciare proprio dai centri minori, nell’ambito dell’ampio piano di protezione generale per la prevenzione di quelle fattispecie delittuose che esistono ma che difficilmente vengono alla luce poiché si verificano nella riservatezza della casa familiare o perché le vittime stesse sono restie a presentare una denuncia alle autorità.

Non sono pochi, infatti, i casi in cui all’interno delle mura domestiche avvengono episodi, o vi siano condotte che si ripetono nel tempo, di violenza fisica, psicologica e verbale che però non vengono denunciati per timore se non addirittura per un non motivato sentimento di vergogna. Per questo è importante che le vittime di simili episodi siano consapevoli del fatto che possono sempre trovare ascolto e supporto, con riservatezza, da parte delle forze dell’ordine.
 

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