Alghero, assegno negato ai figli adottivi: ricorso al giudice del lavoro
Il caso all’esame del Governo. Giagoni interroga il ministro
Sassari Considerato il silenzio dell’Inps è stato già predisposto un nuovo ricorso – stavolta al giudice del lavoro di Sassari – che verrà depositato subito dopo le festività natalizie dall’avvocato Edoardo Morette. Il legale tutela gli interessi della coppia di genitori di Alghero che si è vista respingere la domanda di assegno unico per i figli a carico.
«Non risulta soddisfatto il requisito di genitorialità» era stata la risposta (persino tardiva) dell’istituto. Tradotto: i due ragazzi di 15 e 17 anni per l’Inps non avrebbero diritto all’assegno perché sono stati adottati. «Quello che più mi fa male – era stato lo sfogo di questo padre che insieme alla moglie ha adottato in tutto cinque figli – è che i miei ragazzi, con questo modo di ragionare bizantino, siano stati investiti da una discriminazione sociale becera e grave».
L’avvocato Morette nel ricorso imminente al giudice del lavoro – competente per materia in quanto si tratta di previdenza e assistenza – chiede l’annullamento del provvedimento di rigetto e il riconoscimento dell’assegno unico.
Un’azione necessaria visto il silenzio dell’Inps dopo il ricorso in autotutela presentato dallo stesso legale sulla base di precisi riferimenti normativi. «Ai sensi della legge numero 219 del 2012, nel codice civile, – ha infatti spiegato Morette – le parole “figli legittimi” e “figli naturali” ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: “figli”». E non solo: «Va anche aggiunto che, secondo quanto dispone l’articolo 74 del codice civile, la parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui sia avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo (articolo 1 legge 219/2012)». Ecco perché, a parere dell’avvocato «le motivazioni dell’Ente ignorano completamente la normativa costituzionale e ordinaria in materia di adozione. Dal momento che la semplice lettura permette di ricavare l’ormai avvenuta equiparazione per legge dei figli adottivi (qualunque sia la forma di adozione) ai figli biologici». La disciplina sull’assegno universale non fa in sintesi alcuna distinzione tra i figli.
E sulla vicenda – la notizia era stata pubblicata in esclusiva sulla Nuova Sardegna dello scorso 18 dicembre – è intervenuto anche il deputato della Lega, Dario Giagoni, che ha chiamato in causa il Ministero. «Una cosa incomprensibile e discriminatoria – commenta Giagoni – oltre che fortemente discordante con la ratio dell’istituzione stessa dell’assegno unico, che delega il Governo a riordinare e potenziare il quadro delle misure destinate a favorire la natalità e il sostegno della genitorialità. Coloro che scelgono di donare consapevolmente un futuro migliore a dei minori dovrebbero essere sostenuti e incoraggiati, certamente non trattati come genitori di serie B». Da qui la decisione di rivolgere una interrogazione al ministero del Lavoro: «Spero che si faccia luce sulla vicenda – conclude il deputato della Lega – affinché situazioni simili non si ripetano mai più».
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