Porto Torres, niente medico di base: negata l’assistenza a migliaia di cittadini
Il sindaco Mulas: «Una situazione intollerabile»
Porto Torres Diversi medici di famiglia e pediatri andati in pensione in queste mesi non sono stati mai sostituiti negli ambulatori cittadini dall’Azienda sanitaria locale. Sono ormai migliaia le persone che chiedono quotidianamente l’iscrizione a un nuovo medico ancora in esercizio a Porto Torres, ma il disinteresse da parte di chi dovrebbe risolvere tale situazione di disagio sta mettendo in crisi la sanità cittadina. Molti pazienti hanno infatti raggiunto un livello non più sostenibile, soprattutto con il sopraggiungere della stagione invernale e dell’influenza stagionale dove si vivono situazioni da terzo mondo. «La popolazione pediatrica è allo sbaraglio con un unico pediatra operativo – lamenta una signora –, i medici di famiglia ridotti all’osso e oberati di richieste e di balzelli burocratici e gli specialisti in numero insufficiente a garantire persino le visite programmate. Come cittadina mi associo al malcontento diffuso tra la popolazione che non accetta più tale situazione, che non è sbagliato definire di pericolo per la salute».
Ieri mattina al Poliambulatorio Andriolu due donne hanno fatto invano il “viaggio della speranza” per trovare posto tra un medico di base. «Ho una patologia molto grave – ha detto una delle due signore – e non ho più il mio medico perché andato in pensione: siamo senza assistenza perché non ci sono medici disponibili, e anche l’assistenza domiciliare integrata è assente perché non si vede uno specialista». Un paziente anziano ha necessità di ricette continue visto le molteplici patologie: «Cosa devo fare, andare di notte alla guardia medica per farmele prescrivere? Ma è giusto, dopo una vita di lavoro dover stare senza assistenza? ». La situazione si fa ancora più grave per alcuni pazienti allettati che necessitano di terapia antidolorifica, senza medico e senza sostituto.
Il sindaco Massimo Mulas si fa portavoce della preoccupazione della cittadinanza. «Si tratta certamente di un problema strutturale – precisa – ma i riflessi sulla vita quotidiana delle famiglie stanno diventando insostenibili. Raccolgo quotidianamente segnalazioni e richieste da parte di cittadini che non sanno a chi rivolgersi: in molti casi si tratta di persone che hanno un urgente bisogno di prescrizioni mediche, si sentono spaesate e abbandonate e si rivolgono al Comune come ultima spiaggia. Seppur consapevole della difficoltà del momento – prosegue Mulas –, chiedo con forza al Governo e alla Regione di affrontare di petto la questione e di fare in modo che il diritto alla salute sia garantito nelle sue forme migliori. La pandemia ha messo alla prova il sistema sanitario nazionale e non è accettabile che proprio ora che stiamo uscendo da questa emergenza non si riesca a ripristinare la normalità: un discorso che vale per medici di base e pediatri come per l'accesso alle visite specialistiche. Come Comune siamo sempre a disposizione per dialogare con la Asl e offrire un supporto, nell'ambito delle reciproche competenze, nella ricerca di una soluzione».
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