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Via Bachelet

Sassari, a Baddimanna un silo che fa paura: «È pericolante, ora va buttato giù»

di Dario Budroni
Sassari, a Baddimanna un silo che fa paura: «È pericolante, ora va buttato giù»

Lì da 30 anni. I cittadini: «Qualcuno deve intervenire»

28 gennaio 2023
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Sassari Emerge dai cespugli con un aspetto non proprio rassicurante. Pendente e divorato dalla ruggine: il silo che si trova a un lato di via Bachelet mette una certa paura agli abitanti di Baddimanna. È lì da trent’anni e ancora non si è riusciti a trovare il modo per smontarlo e portarlo via. Ormai sempre più malandato, rischia seriamente di crollare su se stesso. «È quasi sempre stato lì – spiega Pierangelo Lai, un cittadino che vive a pochi metri di distanza –. E ora siamo particolarmente preoccupati, anche perché, col passare del tempo, appare sempre più piegato su un lato. Lì sotto, fino a qualche tempo fa, c’era anche la fermata del bus. È stata spostata poco più avanti, penso proprio per via del pericolo. Non credo che sia normale lasciarlo al suo posto, qualcuno dovrà pur intervenire».

Il silo pendente Si trova nel quartiere di Baddimanna, al di là del marciapiede di via Bachelet, in un terreno ricoperto di rovi e cespugli. Utilizzato per il cemento, venne tirato su nei primi anni Novanta nell’ambito di una lottizzazione dalla storia particolarmente travagliata. L’area è abbandonata a se stessa e così anche il vecchio silo è rimasto in piedi al suo posto, così come alcune vicine villette a schiera mai completate e oggi ridotte a un enorme scheletro di mattoni e cemento armato. «Sappiamo che la storia di quell’area non è semplice – prosegue Pierangelo Lai –. Allo stesso tempo, però, bisogna trovare il modo per smantellarlo. È pericoloso. Si trova sul bordo della strada e potrebbe crollare all’improvviso. Spero che qualcuno prenda finalmente in mano la situazione».

Rovi e buche Il quartiere di Baddimanna, oltre al silo, vanta anche altri vecchi problemi. Uno dei più sentiti è quello che riguarda i terreni tra le case, dove la vegetazione cresce particolarmente fitta e dove non si capisce se le aree siano private o comunali. «Non è decoroso – spiega Pierangelo Lai, un cittadino che da tempo segnala al Comune tutto ciò che non va nel suo quartiere –. Questi terreni potrebbero essere ripuliti per la realizzazione di aree verdi dedicate alle famiglie. Oltre alla questione del decoro, d’estate c’è poi il problema degli incendi. Abbiamo paura». Poco lontano, ai bordi della rotatoria delle vie Piredda e Solinas, il Comune ha appena investito circa 300mila euro per la creazione di un’area verde. «Vanno bene questi tipi di interventi – prosegue Lai –, ma forse sarebbe stato meglio concentrarsi più all’interno del quartiere, dove la gente vive». La lista delle cose che non vanno non finisce qui. I cittadini devono per esempio fare i conti con una segnaletica praticamente inesistente e addirittura con i tombini da anni senza coperchio. La toponomastica è poco chiara e in una delle traverse di via Bachelet corrieri e postini fanno una certa fatica a individuare campanelli e cassette della posta. Infine, le voragini nell’asfalto in un tratto di via Sini. «Le buche sono sempre più profonde e qui ci passa anche il bus – conclude Pierangelo Lai –. Baddimanna è un quartiere tranquillo, qui non si vive male, ma allo stesso tempo chiediamo una maggiore considerazione».
 

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