La Nuova Sardegna

Sassari

Il progetto

Sassari, il comitato di quartiere di Cappuccini: «No al canalone nelle Valli»

di Giovanni Bua
Sassari, il comitato di quartiere di Cappuccini: «No al canalone nelle Valli»

«Sproporzionato, arretrato, costoso e inadeguato, se non addirittura pericoloso»

10 febbraio 2023
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Sassari «Incompatibile con la tutela dell'ambiente naturale della valle, sproporzionato, tecnicamente arretrato, eccessivamente costoso e decisamente inadeguato, se non addirittura pericoloso». Non risparmia gli aggettivi il Comitato di quartiere “Cappuccini” riunitosi di recente per esaminare, e bocciare senza appello, il progetto dell’amministrazione comunale relativo alla mitigazione del rischio idrogeologico nella valle del Fosso della Noce. Un problema – ricorda il presidente Uccio Virdis a nome del comitato – del quale ci siamo occupati sin dal 2018 quando fu raccolto un migliaio di firme a corredo di un'istanza all'amministrazione comunale».

«Ben venga dunque il proposito dell'attuale amministrazione di occuparsi finalmente del problema – continua Uccio Virdis – ma realizzare un canalone in cemento di metri 2,50, di cui al bando di gara pubblicato nel sito del Comune il 30 dicembre 2022, è stato considerato dal Comitato - anche alla luce di quanto pubblicato sulla Nuova Sardegna il 27 gennaio da un nutrito gruppo di esperti della nostra Università e del Cnr, una scelta assolutamente sbagliata e dannosa, se non addirittura pericolosa».

«È evidente – spiega il presidente del comitato di quartiere – che, in presenza di tratti densamente alberati e di giardini privati, testimoni di coltivi storici, la soluzione di realizzare un canalone di grandi dimensioni sconvolgerebbe il prezioso ambiente vallivo e non eviterebbe il rischio idrogeologico ma potrebbe addirittura aggravarlo. Il Fosso della Noce costituisce un prezioso habitat naturale nel centro urbano di Sassari, un vero polmone verde che purifica l'aria della città creando anche un microclima che risponde alla mitigazione del calore estivo. Per realizzare il canalone di progetto si dovrebbe scavare e trasportare a discarica un'enorme quantità di buona terra e centinaia di alberi abbattuti, con un danno ambientale irreparabile e un costo insostenibile per la manutenzione ordinaria del canale e del verde negli anni a seguire».

«Non si può accettare – conclude Uccio Virdis a nome dei residenti di Cappuccini – che si strappino alla valle migliaia di piante e di metri cubi di terra fertile. È perciò indispensabile che un complesso di opere di tale dimensione e importanza sia portato preliminarmente a conoscenza della città con un dibattito pubblico aperto a competenze tecniche e culturali in grado di contribuire ad individuare una soluzione utile e non distruttiva dell'unico polmone verde esistente tra il centro storico cittadino e il quartiere Cappuccini».
 

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