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Sassari, telefonini e droga nel carcere di Bancali: condannato agente della penitenziaria

Sassari, telefonini e droga nel carcere di Bancali: condannato agente della penitenziaria

L'uomo era stato arrestato nel marzo 2020 dopo un anno di indagini

14 aprile 2023
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Sassari Tre anni per corruzione e spaccio di droga all’interno del carcere nel quale lavorava come agente di polizia penitenziaria. È la condanna inflitta dal gup Gian Paolo Piana a Marco Cau, l’agente di polizia penitenziaria arrestato a marzo del 2020 dopo un anno e più di indagini silenziose. Appostamenti, pedinamenti, intercettazioni che avevano portato i suoi colleghi di Sassari, coordinati dal comandante Antonello Brancati con la supervisione della sede centrale e regionale del Nucleo investigativo centrale (Nic), a scoprire che a introdurre un telefono cellulare e un po’ di droga nelle celle era proprio un agente della polizia penitenziaria. A partire dal 31 dicembre del 2018, giorno in cui avevano trovato l’apparecchio telefonico durante una perquisizione straordinaria, era cominciata una delicata attività che aveva consentito di individuare il presunto responsabile. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata richiesta dal pubblico ministero Giovanni Porcheddu che ha coordinato l’inchiesta e che al termine del processo ha chiesto la condanna di Cau. Era stato il poliziotto penitenziario a consegnare, in cambio di 500 euro, il telefono a un detenuto. A un altro aveva invece ceduto della droga. Per il pm il quadro probatorio era «solido, rafforzato dalle dichiarazioni parzialmente confessorie dell’agente confermate in udienza nelle dichiarazioni spontanee».

Marco Cau aveva parlato «di un episodio isolato, “un errore” giustificato dallo stato di grave tossicodipendenza in cui versava all’epoca dei fatti e dai conseguenti problemi economici, talmente importanti da costringerlo a cedere alla richiesta di un detenuto di introdurre un cellulare all’interno del carcere, per ottenere in cambio del denaro». (na.co.)
 

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