La Nuova Sardegna

Sassari

La manifestazione

Il nord ovest torna in piazza e si prepara al grande sciopero

di Giovanni Bua
Il nord ovest torna in piazza e si prepara al grande sciopero

Domani a Pattada si manifesta per zone interne e grandi opere

26 aprile 2023
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Sassari Il nord ovest torna in piazza per l’ultima tappa della sua manifestazione itinerante che in un mese ha toccato i luoghi simbolo del disagio di un territorio in ginocchio ma anche i possibili punti di partenza di un rilancio fattibile quanto ingiustamente negato. Dalla Regione in primo luogo, clamorosamente assente e sorda a ogni richiamo. Un silenzio che porta a un inevitabile quanto doveroso sciopero generale, che Tips, Provincia, Rete, Comuni, saranno costretti a mettere in calendario, probabilmente dopo un’ultima grande manifestazione di piazza a Sassari.

Domani intanto si va a Pattada, nel piazzale antistante la diga di Lerno dopo le assemblee pubbliche di Alghero, su trasporti e della mobilità, di Porto Torres su Industria ed Energia, di Ozieri su sanità e socio assistenziale. E, come sempre è stato, alla protesta si unisce la proposta, unitaria come mai si era visto. La giornata è dedicata a zone interne, opere strategiche e sicurezza del territorio, e si innesca al nuovo modello di sviluppo per la Provincia di Sassari delineato nel Documento di Nule che individua un ulteriore driver dello sviluppo nella valorizzazione di sistemi agro-alimentari locali incentrati su un’agricoltura a basso impatto ambientale, riferimenti chiave funzionali a riattivare i circuiti economici legati all’attività agricola e agro-alimentare ed innescare quei meccanismi virtuosi delle interdipendenze produttive trainate dall’industria turistica locale.

«Al fine di concorrere a realizzare questa nuova visione dello sviluppo centrato sul potenziamento delle produzioni food della Provincia – spiegano gli organizzatori –, si è avviata da tempo la creazione di specifici distretti rurali multifunzionali. Tuttavia benché il Pnrr preveda lo stanziamento di consistenti risorse per questo scopo, ad oggi i distretti rurali non rappresentano ancora organismi operativi in grado di garantire adeguata propulsione allo sviluppo locale».

«Per un rilancio del settore agroalimentare della Provincia di Sassari chiediamo – continuano – il recupero di aree agricole come per esempio quelle di Surigheddu e Mamuntanas, della Piana di Chilivani, del Goceano, del Meilogu, e di siti di importanza naturalistica come Foresta Burgos e l’isola dell’Asinara. Continuare a investire per efficientare le reti idriche, anche del nord della Sardegna. Numerosi gli interventi infrastrutturali necessari, sia per uso civile che per uso irriguo, l’urgenza di intervenire per il potenziamento e la messa in sicurezza a partire della dighe (a partire da quella del “Monte Lerno”). Mettere in connessione i distretti rurali e la rete naturalistica dei parchi e delle aree protette (rete Natura 2000: Parchi e Amp di Porto Conte, Tavolara e Asinara e tutte le aree Sic e Zps) e amplificare la loro funzione di tutela e valorizzazione ambientale al servizio di un modello di fruizione naturalistica, anche a fini turistici, sempre più integrato con l’agricoltura».

Un programma concreto, realizzabile. Che purtroppo, come tutti quelli messi sul tavolo fino ad ora, rischia di restare clamorosamente inascoltato. Con il territorio unito che però questa volta non si fermerà fino a quando non arriveranno le risposte.


 

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