Sassari, il duomo invaso da dame e cavalieri: «È il nostro aiuto alla Terra santa»
L’investitura di 23 nuovi membri dell’antico Ordine del Santo sepolcro
Sassari Tra le antiche pareti del duomo riecheggia ancora l’ultimo canto gregoriano. I cavalieri bianchi e le dame nere si affacciano dal grande portone e danno vita a un lungo e silenzioso serpentone. Sfilano davanti ai telefoni puntati dei primi turisti stranieri e tornano nuovamente in chiesa superando la soglia di una porta laterale. Il rito si è concluso: l’Ordine equestre del Santo sepolcro di Gerusalemme ha quattordici nuovi cavalieri e nove dame fresche di investitura. Come si faceva nel medioevo, ma con qualche differenza sostanziale: non sono infatti chiamati a difendere con le armi il sepolcro di Cristo ma a sostenere le opere e le istituzioni della chiesa cattolica nella lontana Terra santa. La cerimonia, che si è svolta ieri nel duomo sassarese, è stata particolarmente suggestiva. L’uno dopo l’altra i cavalieri e le dame si sono inginocchiati davanti all’imponente altare e, con la croce poggiata sulla spalla, hanno ricevuto la prestigiosa investitura direttamente dal cardinale Fernando Filoni, che è il gran maestro di un ordine che affonda le sue radici nel cuore del medioevo. Secondo gli autori più antichi, infatti, l’Ordine del Santo sepolcro venne istituito nel 1099, al termine della prima crociata.
Dame e cavalieri Per il centro storico, che ospita regolarmente cerimonie e riti particolarmente antichi, quella di ieri è stata comunque una novità. Numerosi i cavalieri e le dame, tra cui molti di vecchia investitura, che si sono dati appuntamento in piazza Duomo. La liturgia dell’Ordine del Santo sepolcro della luogotenenza Italia Sardegna, animata dal coro Lux Nova di Ossi, è stata quindi presieduta da cardinal Filoni, affiancato dall’arcivescovo di Sassari e priore della sezione Sardegna nord Gian Franco Saba. Presente a Sassari anche il governatore generale dell’Ordine, l’ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone. «I cavalieri e le dame sono un’espressione della Chiesa – sottolinea il cardinale Filoni –. Con i loro contributi, che sono gesti sia ecclesiali che personali, noi sosteniamo tutte quelle opere educative, sociali e pastorali in Terra santa. Questo è l’aspetto più bello. E il fatto di essere qui a Sassari sta a significare che tutta la chiesa sarda partecipa a questa sollecitudine. Vedo una grande vitalità». Naturalmente presente alla liturgia a San Nicola anche Marco Cantori, il luogotenente di Italia Sardegna, che ha sottolineato il ruolo ricoperto dai cavalieri e dalle dame. Non uno status, il loro, ma un impegno concreto nei confronti delle attività della chiesa a Gerusalemme e dintorni. Ogni anno, da tutto il mondo, vengono inviati circa 10 milioni di euro. «Questo è un momento molto importante per noi – spiega Cantori –. I figli di questa terra si inseriscono infatti in quella missione di sollecitudine che tutta la chiesa nutre verso la Terra santa. Trovare nuovi cavalieri e nuove dame significa che esistono una vitalità, un amore e un desiderio di partecipazione a questa missione. Lo scopo è sostenere la Terra santa e in particolare le opere di pace, bene e comunione. E poi, concretamente, le scuole, gli ospedali, le opere sociali e pastorali. Non è solo lo sforzo di alcune persone di buona volontà, ma è soprattutto l’espressione di una comunità che partecipa alla vita di tutta la chiesa e in particolare della Terra santa, così cara a tutti noi. Non una terra archeologica della fede ma un luogo dove la presenza viva che ci ha lasciato Gesù continua nelle nostre mani».
A Saccargia Le celebrazioni termineranno questa mattina alle 11, quando le dame e i cavalieri dell’Ordine equestre del Santo sepolcro di Gerusalemme si ritroveranno nella basilica di Saccargia per la messa di ringraziamento che sarà celebrata dal cardinale Fernando Filoni. Venerdì sera, invece, il duomo sassarese ha ospitato una veglia di preghiera alla quale ha preso parte anche il presidente della Regione Christian Solinas.
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