Boom per Monumenti aperti, il Comune di Sassari: «Lo rifaremo»
Impegno unanime dopo il clamoroso successo nel weekend. L’assessora Useri: «Lavoriamo insieme per farlo diventare un appuntamento fisso»
Sassari Oltre trentamila ingressi certificati (ma almeno il 20% dei visitatori non ha firmato il registro), con il record prepandemia del 2019 (27mila) battuto e l’edizione 2022 quasi doppiata. Ma soprattutto decine di migliaia di persone nelle strade, nelle piazze, nei locali che hanno avuto il coraggio e la lungimiranza di aprire. E il tutto mentre in migliaia ballavano in piazza Tola con le Iene e altri ancora si appassionavano con i motori d’epoca nel circuito di Platamona. Si lustrano tutti gli occhi a vedere i risultati di Monumenti Aperti 2023, e sull’onda dell’entusiasmo si alza finalmente una voce unitaria che, con tutti i distinguo e le sfumature di tempi, possibilità e ruoli, urla: «Lo rifaremo».
Perché una cosa è apparsa chiara a tutti: Sassari ha fior di gioielli da mettere in mostra, in grado di far reinnamorare della città prima di tutto i sassaresi, ma anche tanti turisti, che arrivino da oltre Tirreno o dai paesi del circondario. E una tale “meraviglia” non può essere sfruttata solo per un week-end all’anno. «Certo – sottolinea l’assessora Laura Useri – Monumenti Aperti è una manifestazione complessa, e Imago Mundi ci lavora per mesi con la sua esperienza ultradecennale. Ma è evidente che quello a cui abbiamo assistito non ci può lasciare indifferenti. Soprattutto per l’eccezionale partecipazione dei ragazzi, e dei cittadini».
L’idea è che il Comune, che chiaramente non ha la disponibilità di tutti e 39 i tesori messi in mostra (e molti ne mancavano all’appello) svolga un ruolo di aggregatore. «Vogliamo far sedere tutti intorno a un tavolo – continua l’assessora alla Cultura – a iniziare dall’università e dalle scuole e gli irrinunciabili ciceroni prevedendo crediti formativi o alternanza scuola-lavoro. Da lì si parte, magari anche con la collaborazione della stessa Imago Mundi, per creare un format diverso, che preveda aperture più limitate per zone o itinerari, cercando ci costruirci un evento intorno, con una cadenza che potrebbe diventare anche stagionale, o addirittura mensile. Nel mentre procediamo cercando di lasciare aperti più luoghi possibili, come abbiamo fatto col Padiglione Tavolara o con Casa Tomè, e mettiamo a diposizione come sempre la rete Thàmus, che nel week-end ha registrato 1705 ingressi».
Tavolo a cui tutti sono disponibili a partecipare. Pensando nel mentre a come mettere in mostra i propri tesori. La Provincia ad esempio, con la sua Sala Sciuti, sold out fin dalla mattina di domenica. «Ci fa piacere – sottolinea l’amministratore unico Pietrino Fois – registrare tutto questo apprezzamento, ma ce lo aspettavamo dopo aver visto i risultati di un lavoro di restauro di assoluto pregio. In settimana spediremo una lettera a tutte le scuole, per programmare le visite per gli studenti. E poi in base a questo calendario programmeremo le giornate di apertura al pubblico della Sala e delle stanze della Regina. Il Palazzo aprirà insomma, e noi chiaramente siamo disponibili a ogni iniziativa come quella di questo week-end».
Sulla stessa linea i protagonisti di un’altra delle più gradite sorprese: il gremio dei Viandanti con il loro “ossario” a Sant’Agostino, che ha registrato più di mille ingressi andando anch’esso tutto esaurito. «La cripta – spiega Cristian Zedda – che per noi è un eccezionale luogo di devozione ha anche un immenso valore storico. E la facoltà di Storia con il professore Milanese ha messo già in campo un progetto di studio internazionale su questa incredibile capsula del tempo. Detto questo il nostro tesoro è a disposizione, noi lo apriremo sicuramente prima della nostra festa maggiore, che quest’anno cade il giorno prima dei Candelieri, ma se si troverà il modo di mandare di nuovo i meravigliosi universitari che hanno accolto i visitatori potremmo aprire molto più spesso».
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