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Sassari

Raccolta rifiuti

Sassari, la Gesenu attacca: «Multe illegittime» e vuole indietro 2,5 milioni

di Giovanni Bua
Sassari, la Gesenu attacca: «Multe illegittime» e vuole indietro 2,5 milioni

L’azienda contesta 122 “penali” del Comune dal 2008 al 2011

21 maggio 2023
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Sassari Un maxi risarcimento da 2 milioni e mezzo di euro per la presunta illegittimità di 122 penali, comminate dal Comune di Sassari dal maggio del 2008 al 2011, per inadempienze nel contratto di appalto dell’igiene pubblica.

Li chiede la Gesenu, capofila del raggruppamento temporaneo di impresa costituito con Aspica, Aimeriambiente e Porticelli, che dal 2006 al 2011 gestì il mega appalto da 153 milioni della raccolta rifiuti cittadina.

Anni di fuoco, con la società con sede a Perugia che finì più volte al centro di furiose polemiche con Palazzo Ducale, che iniziò sistematicamente a “multarla” per pecche nella raccolta rifiuti e svuotamento dei cassonetti, «negligenze» nella gestione dell’ancora nascente differenziata, mancata pulizia delle strade e degli stalli dei cassonetti.

Una valanga di sanzioni, ben 166, tale da indurre alcuni consiglieri a suggerire la rescissione del contratto. Ma al contrario, l’appalto scaduto nel 2012 venne prorogato a favore degli umbri, che poi vinsero la nuova selezione da 153 milioni, come società capofila di un’Ati. E sono tuttora parte del raggruppamento di imprese che gestisce Gretas.

Nel mentre però il braccio di ferro legato alle 166 sanzioni ha continuato ad andare avanti, con il colosso dell’immondizia con sede a Perugia che aveva già posto in discussione la legittimità di 47 penali comminate nel periodo tra l’avvio del servizio e il 28 maggio 2008, ottenendo dal Tribunale di Perugia, che ha incardinato il procedimento, una sentenza nel 2019 di condanna del Comune al pagamento di 1 milione e 391mila euro.

Sentenza parzialmente riformata dalla recente pronuncia della Corte di appello di Perugia nel 2022 e non ancora passata in giudicato.

Ora la seconda puntata, con Gesenu che il 30 marzo 2023 ha notificato al Comune un atto di citazione in giudizio, sempre davanti al Tribunale di Perugia, con l’udienza fissata per il 31 luglio 2023. Con la società che ha contestato altre 122 penali - dalla 48 alla 166 - applicate a proprio carico dal committente nel periodo tra il 28 maggio 2008 e la conclusione del contratto, chiedendo la condanna del Comune al pagamento di 2 milioni e 487mila euro.

Il Comune, sentito il parete della dirigente del settore Ambiente e Verde Pubblico, ha ovviamente deciso di costituirsi in giudizio, e qualche giorno fa la giunta ha incaricato della difesa dell’Ente i legali dell’avvocatura civica conferendo loro specifico mandato difensivo. La prima sentenza emessa dal tribunale, e di fatto confermata in appello, non fa dormire sonni particolarmente tranquilli visto che, anche se le carenze nel servizio negli anni oggetto del contendere erano palesi e certificate, evidentemente la formula sanzionatoria scelta dal Comune non è stata giudicata lecita di giudici. In caso di sconfitta in tribunale comunque la tenuta dei conti comunali non è a rischio, i soldi per pagare l’eventuale risarcimento sono infatti accantonati nel fondo rischi di soccombenza legale, dove sono congelati oltre 13 milioni di soldi dei sassaresi.

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