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Tribunale

Sassari: cade da cavallo, viene operato ma perde l’uso di una mano

di Nadia Cossu
Sassari: cade da cavallo, viene operato ma perde l’uso di una mano

Il calvario di un 28enne. Ora il suo avvocato chiede i danni

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Sassari Un calvario iniziato con una caduta da cavallo a settembre del 2021 e finito con un braccio che ha perso gran parte della funzionalità in seguito a un intervento chirurgico, e ancora la perdita del posto di lavoro come panificatore, l’impossibilità di guidare la macchina e l’addio a tante passioni come quella del gruppo folk di cui faceva parte. In mezzo, una serie infinita di viaggi della speranza da specialisti di tutta Italia per provare a riconquistare la sua vita.

Per un giovane di 28 anni tutto questo ha rappresentato, e continua a rappresentare, un incubo, un ostacolo agli obiettivi che si era posto per il futuro. Per questo si è rivolto allo studio legale dell’avvocato Luigi Pisanu che, esaminato il caso, ha presentato una richiesta di risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali «patiti dal 28enne a causa – è scritto nella prima diffida inoltrata a Ats, Ares e Asl di Sassari – dell’intervento chirurgico eseguito il 13 settembre 2021 nel reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale “Antonio Segni” di Ozieri». In quell’ospedale il ragazzo era andato per rimediare alla frattura del gomito che si era procurato dopo una caduta da cavallo, avvenuta il 7 settembre.

Dopo una settimana viene operato per ridurre e sintetizzare la frattura ma subito dopo il giovane avverte un’alterazione della sensibilità e soprattutto non riesce a estendere le dita della mano. Viene rassicurato dal personale medico sul pieno recupero del braccio e della mano.

Passa oltre un mese e, non essendoci stato alcun miglioramento, viene sottoposto a un’elettromiografia da uno specialista neurologo in una clinica di Jerzu. L’esame evidenzia una lesione del nervo posteriore interosseo.

È ottobre del 2021. Da quel momento in poi il 28enne verrà visitato a Bologna, Cagliari, Torino, Nuoro, Rovigo, Peschiera del Garda. Proprio qui, a luglio del 2022, uno specialista in chirurgia della mano decide per l’intervento di “neurorrafia con innesto da nervo safeno autologo” (nome tecnico dell’operazione di autoinnesto) che verrà eseguito il 9 agosto.

Il 30 marzo del 2023, a più di un anno di distanza dal primo intervento, una nuova elettromiografia ha confermato “lo stato di sofferenza del nervo interosseo posteriore” ma con qualche piccolo segnale di miglioramento.

Quel nervo, spiega l’avvocato Pisanu, «non era stato adeguatamente isolato, come doveva essere da protocollo». E la lesione aveva determinato la perdita di capacità di estensione del polso e delle dita della mano sinistra. Il 28enne, trascorsi i sei mesi del periodo di comporto, ha perso il posto di lavoro a tempo indeterminato. Faceva il panificatore, facile comprendere quanto gli servissero mani e braccia. Inoltre, non ha potuto più guidare, giocare a calcio, fare sport e partecipare all’attività del gruppo folk. Senza considerare il costoso iter di visite specialistiche e viaggi. «Tutta la vita sociale – aggiunge il legale – è stata compromessa e per via della grave prostrazione morale il mio assistito è dovuto ricorrere a uno psicologo. Ora si sta pian piano riprendendo anche se pare non ci sarà un recupero totale». Intorno a ottobre ci sarà la stabilizzazione definitiva: «Capiremo quanto ha recuperato e allora chiederemo il risarcimento nelle adeguate sedi».


 

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