«La Cavalcata è un grande evento non era possibile rinviarla ancora»
Gli addetti ai lavori: organizzazione complessa, ingiuste le critiche al sindaco
Sassari Al meteo, come al cuore, non si comanda. E una manifestazione complessa, costosa e articolata come la Cavalcata non può essere rimbalzata all’infinito aspettando il primo giorno utile per schierare il corteo nelle strade e gli artisti sul palco. Il giorno dopo la pioggia e le polemiche, peraltro scatenate esclusivamente sui social, gli addetti ai lavori che hanno seguito dall’esterno l’evolversi di questa tormentata edizione difendono le scelte dell’amministrazione comunale: un secondo rinvio, non era praticabile.
«Non si può continuare a dare la colpa al sindaco di turno, non è una riunione di condominio o un torneo di mariglia – dice Checco Cadoni da decenni organizzatore di eventi in collaborazione con le amministrazioni pubbliche –. In passato non ho mai nascosto di non approvare alcune delle scelte di questa giunta, ma in questo caso bisogna dare atto che ha avuto un grande coraggio già a rinviare una prima volta la Cavalcata di due settimane. Stiamo parlando di un evento che muove migliaia di persone tra chi sfila e chi lavora attorno, si spendono tantissimi soldi pubblici e chi è pratico di questi strumenti sa a cosa mi riferisco. È stato giusto andare avanti, il meteo è imprevedibile. Anche su uno spostamento della data nel calendario Cadoni è prudente: «Non so quanto possa cambiare le cose. Se parliamo di settembre, posso dirvi che in quel periodo ho organizzato per anni Girovagando e per metà delle volte ha piovuto. Spostarla troppa avanti non va bene, se fa troppo caldo una sfilata in costume è troppo faticosa».
Sabato sul palco di piazza d’Italia in qualità di ospite c’era anche Alberto Cocco, presentatore di lungo corso in tante manifestazioni: «Ricordo i problemi quando dovevamo annullare una semplice sfilata di moda per il maltempo, figuriamoci la Cavalcata: non scherziamo – dice –. Un evento di questa portata richiede tempo, lavoro, capitolati, indennizzi, muove migliaia di persone. È ingeneroso prendersela col sindaco, chiunque sia, casomai prendiamocela con chi provoca i cambiamenti climatici. Quando capita così si sceglie il male minore, il clima è imprevedibile. Io stesso sabato ho controllato il meteo e non era prevista pioggia, arrivato sul palco ho visto tutti gli ombrelli aperti. E poi, non pensiate sia facile riconvocare sul palco tutti insieme gli artisti e i gruppi folk».
Anche la Confcommercio territoriale si arrende all’evidenza: «Le manifestazioni all’aperto sono così, un secondo rinvio non era praticabile e non è stata una questione di incapacità. Del resto anche il Rally mondiale, in Gallura, ha avuto problemi: in questo caso a chi diamo la colpa?– dice il presidente Pier Giuseppe Canu –. A me è dispiaciuto che si andata così, la città aveva risposto bene e poteva essere una grande edizione. Di sicuro hanno lavorato i pubblici esercizi, la gente si è riparata nei bar e nei ristoranti. I più sfortunati sono stati gli ambulanti, specie chi aveva merce deperibile. Spostarla a settembre? Non so, il meteo è imprevedibile e la Cavalcata è sempre stata la nostra apertura della stagione turistica: la data giusta resta tra metà maggio e metà giugno». Sul campo si sono contate molte perdite: «Noi abbiamo limitato i danni perché abbiamo visto il meteo e organizzato uno spazio coi gazebo – racconta Giovanni Cocco dell’associazione Eat&Buffas –, alla fine siamo andati pari riuscendo a resistere fino alla fine. Altri invece, specie in via Cavour e via Costa, hanno smontato tutto a fine mattinata . Facendo un calcolo a spanne, direi che in una giornata come questa, col meteo ballerino, si fa il calcolo di acquistare 400 panini. Più quello che devi metterci dentro. Alcune cose puoi riutilizzarle, tipo la porchetta, col pesce e la carne è molto più difficile. E si rischia di perdere migliaia di euro».
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