Omicidio Zdenka, in appello confermato l’ergastolo per Francesco Baingio Douglas Fadda
I giudici della corte d’assise d’appello di Sassari hanno confermato la sentenza di primo grado nei confronti del 48 enne considerato responsabile dell’omicidio della 40enne di origine ceca
Sassari È stata confermata oggi pomeriggio, 19 giugno, dai giudici della corte d'assise d'appello di Sassari presieduta da Giovanni Delogu (a latere Carmela Rita Serra) la condanna all’ergastolo nei confronti del 48enne sassarese Francesco Baingio Douglas Fadda, considerato responsabile dell'omicidio - commesso il 15 febbraio del 2020 - della sua compagna Zdenka Krejcikova, una 40enne di origine ceca che da tempo viveva a Sorso con le sue due figlie gemelle di 11 anni. L’udienza di stamattina si era aperta con la richiesta dell’imputato ai giudici di acquisire un disegno con la riproduzione di una piantina del bar in cui avvenne la tragedia. Dopo di lui aveva preso la parola l’avvocato di parte civile Pietro Diaz che aveva chiesto la conferma della condanna all’ergastolo. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Lorenzo Galisai, rivolgendosi ai giudici aveva provato a smontare in quadro accusatorio. “Chi condanna deve avere la coscienza critica” aveva detto Galisai, puntando su alcune presunte contraddizioni tra i testimoni oculari. I giudici però non hanno creduto alla ricostruzione di Fadda che aveva detto che la donna si era ferita da sola mentre lui cercava di disarmarla.
Per l’accusa, quel sabato sera di tre anni fa Zdenka provò a rifugiarsi insieme alle gemelle (di cui una disabile) nel locale sotto la sua casa di via Tiziano a Sorso perché stava scappando da Fadda. L’uomo, che aveva il divieto di avvicinamento per via di una precedente denuncia per maltrattamenti, si sarebbe arrabbiato perché poco prima la sua compagna, in seguito a un litigio, aveva chiamato i carabinieri. E lui, quando la pattuglia si era allontanata, era tornato a casa e a quel punto sarebbe scoppiata una lite furibonda. Douglas avrebbe inseguito la donna fin dentro il bar e, sempre secondo l’accusa, l'avrebbe ferita con un coltello da cucina per poi caricarla in auto assieme alle figlie e fuggire fino a Ossi. Qui l’avrebbe lasciata agonizzante nell’appartamento di un amico, vicino alla guardia medica del paese. Zdenka era stata soccorsa da un’ambulanza, ma i tentativi di salvarle la vita erano stati inutili. Fadda era andato via portando con sè le due bambine, aveva passato la notte a casa di una conoscente a Sassari e la mattina successiva, dopo un inseguimento a 200 chilometri orari, i carabinieri lo avevano arrestato nel piazzale dell’ex Auchan. Fadda si è sempre dichiarato innocente, sostiene infatti che Zdenka si sia ferita da sola scivolando davanti al bancone del bar e cadendo sul coltello che lei stessa impugnava. Al termine dell’udienza l’avvocato Galisai ha dichiarato: “Attendiamo le motivazioni della sentenza per preparare il ricorso in Cassazione”
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