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Violenza

Sassari, rifiuta di affiliarsi al loro clan: massacrato da 4 connazionali

di Luca Fiori
Sassari, rifiuta di affiliarsi al loro clan: massacrato da 4 connazionali

Un nigeriano ha raccontato di essere stato accoltellato in piazza Stazione. Per tre dei presunti aguzzini il gip ha disposto il divieto di avvicinamento

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Sassari Quando è sceso dal treno proveniente da Olbia e ha messo piede in piazza della stazione si è ritrovato davanti i suoi aguzzini. Quattro suoi connazionali che già in passato lo avevano messo alle strette e questa volta - dopo le minacce - sarebbero passati alle vie di fatto.

Per un cittadino nigeriano di 30 anni è stato un vero e proprio incubo. I quattro uomini, tutti residenti nel centro storico di Sassari, avrebbero tentato di convincere il trentenne ad affiliarsi al clan nigeriano chiamato “Supreme Vikings Confraternity”, un’organizzazione criminale che si sarebbe da tempo radicata in città e avrebbe bisogno continuo di manovalanza per gestire traffici illeciti. Davanti all’ennesimo rifiuto i quattro avrebbero estratto un coltello e il loro connazionale sarebbe stato prima pestato, poi accoltellato a un braccio e infine lasciato per terra sanguinante. L’aggressione, avvenuta qualche settimana fa, si era conclusa con la fuga dei quattro e con la corsa al pronto soccorso del loro connazionale. Dopo essere stato medicato dai medici del Santissima Annunziata, l’uomo aveva trovato il coraggio di raccontare l’accaduto alla polizia. Dopo meno di un mese di indagini gli investigatori della squadra mobile sono riusciti a risalire a tre dei quattro presunti aggressori. La vittima, residente a Olbia, li avrebbe riconosciuti e confermato le pesanti accuse nei loro confronti. La Procura ha aperto immediatamente un fascicolo e in tre sono finiti nel registro degli indagati. Qualche giorno fa, difesi dall’avvocato Giuseppe Onorato, sono comparsi davanti al giudice delle indagini preliminari Sergio De Luca. Il gip ha disposto per tutti e tre la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, ma l’indagine è tutt’altro che conclusa. Gli investigatori della Mobile stanno cercando di risalire al quarto componente della spedizione punitiva e riscontri alle affermazioni della vittima sulla presunta affiliazione dei quattro alla “Supreme Vikings Confraternity”

. La Direzione investigativa antimafia (Dia), aveva fatto riferimento della presenza anche in Sardegna di confraternite nigeriane a connotazione mafiosa in una relazione presentata in Parlamento a luglio 2019. Per i Vikings le attività privilegiate sono lo spaccio di stupefacenti, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lo sfruttamento della prostituzione. Come le altre confraternite anche la “Supreme Vikings Confraternity” ha una struttura verticistica con un capo e luogotenenti addetti al controllo delle attività svolte dalla manovalanza, in prevalenza impiegata nello smercio degli stupefacenti. A segnalare l’arrivo della mafia nigeriana a Sassari e a Cagliari erano state un anno fa anche la presidente della Corte d’Appello Gemma Cucca e l’avvocata generale Maria Gabriella Pintus nelle relazioni che avevano aperto l’anno giudiziario 2022, a riprova che la magistratura non sottovaluta affatto il fenomeno.


 

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