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Valledoria, colata di fango sul mare: sdegno e rabbia tra i villeggianti

di Salvatore Santoni
Valledoria, colata di fango sul mare: sdegno e rabbia tra i villeggianti

La causa: i rilasci della diga di Casteldoria. Muretti: «Il Comune è parte lesa»

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Valledoria Da qualche giorno Valledoria si affaccia su un mare di fango. Il fiume Coghinas, infatti, sta sputando un blob che tinge di marrone acque di solito cristalline. Tutta colpa dei rilasci dalla diga di Casteldoria, che trascinano alla foce una colata di fango turbinato dall’Enel. Con buona pace dei turisti, che pernottano a 500 metri dalla battigia ma per farsi un bagno sono costretti a farsi chilometri in auto: un paradosso. C’è una famiglia in particolare che non ha preso la “sorpresa” per niente bene. «Siamo arrivati domenica sera – racconta il capofamiglia, Antonio Buongiorno – e lunedì mattina per prima cosa non vedevamo l’ora di farci un bel bagno al mare. E invece niente. Veniamo dalla pianura padana, ma una cosa simile manco alle foci di Comacchio».

«È una roba indegna – continua il turista – l’acqua è marrone scuro, uno scempio. È da anni che veniamo in Sardegna ma non ho mai visto nulla di simile. Siamo molto avviliti, si aspetta tutto l’anno di andare in vacanza e poi ti trovi questa sorpresa. Mercoledì ci siamo fatti 30 chilometri per trovare un posto migliore anche se avevamo il lido pagato con ombrellone e sdraio». La famiglia non si è arresa e, dopo aver chiesto informazioni in municipio, ha segnalato la situazione all’Arpas. Poi i Buongiorno sono risaliti seguendo il percorso del fiume per capire da dove derivasse il problema. «Siamo arrivati su un ponte – riprende il capofamiglia – e abbiamo visto questa massa marrone enorme che viene giù, una roba che fa paura». «Capisce bene – dice ancora – che ora appena torniamo a casa ne riparliamo col tour operator perché abbiamo pagato per qualcosa che nelle foto sembrava bellissimo e invece ci siamo trovati il mare che sembra liquame».

Da qualche tempo i rilasci di acqua dalla diga di Casteldoria d’estate tolgono sistematicamente il sonno al sindaco di turno. «È un disastro – dice il primo cittadino di Valledoria, Marco Muretti – ogni anno è la stessa storia. Ma le persone devono capire che l’amministrazione comunale è parte lesa. Non decidiamo noi cosa fare e cosa non fare, e non fa piacere a nessuno vedere il nostro mare in queste condizioni». A rendere il rospo ancora più difficile da buttare giù c’è una nota dell’Enel arrivata in Comune con la quale si avverte che i rilasci andranno avanti per tutto il mese di luglio. «L’Anas deve fare dei lavori sul ponte Diana – riprende il primo cittadino – e quindi si rende necessario abbassare il livello della diga di Muzzone». Quest’ultima è collegata a quella di Casteldoria, e quindi il problema a cascata si riversa sulla foce del Coghinas e a Valledoria. «L’economia e la nostra immagine – aggiunge Muretti – è fortemente danneggiata, nessuno ci tutela. Capisco che si debba scaricare acqua per questioni di sicurezza idraulica o per produrre energia, però almeno nei mesi estivi si dovrebbe evitare». L’unica via d’uscita sarebbe stringere un patto tra gli enti coinvolti per dichiarare la stagione estiva “deturbinata”. Tradotto: niente rilasci d’acqua e quindi turbine Enel congelate.

«Lo chiediamo dall’anno scorso – sottolinea il sindaco – abbiamo coinvolto anche il prefetto per fare un protocollo che ci consenta di uscire da questa situazione. Nulla è però ancora successo. Mi auguro che entro i primi di settembre la pratica venga chiusa».

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