Semestene rimasto senza market né bar: «Investite qua, il locale lo diamo noi»
L’appello della sindaca: «La vita sociale ha bisogno di normalità»
Semestene Fa un caldo bestiale come ovunque. Ma almeno negli altri paesi si può andare a bere una bibita fresca al bancone di un bar. O magari fare un po’ di spesa senza dover per forza mettersi al volante e superare i confini comunali. Da qualche tempo a Semestene non si può comprare neanche il pane, nemmeno un cartone di latte. Il mini paese del Meilogu, con i suoi appena 140 abitanti, lotta con tutte le forze per non scomparire. E l’assenza di un bar e di un piccolo market potrebbe anche trasformarsi nell’ennesima e devastante mazzata. Il Comune, però, non si arrende e ci riprova. E così ha prorogato la scadenza del bando che ha l’obiettivo di mettere a disposizione un locale comunale a chiunque abbia voglia e interesse di riaprire al più presto, nello stesso spazio, quelli che fino a pochi mesi fa erano gli unici due servizi pubblici del paese: un bar e un alimentari. La sindaca, Antonella Buda, eletta nel 2017 e riconfermata nel 2022, spera fortemente che qualcuno si faccia vivo.
L’appello Il bar e il market di Semestene, uno dei paesi sardi più colpiti dal fenomeno dello spopolamento, si trovavano in via Garibaldi, in un locale di proprietà del Comune. Due attività in una che non hanno superato i tempi duri segnati dalla crisi e dalla pandemia. Da alcuni mesi, dunque, le porte sono chiuse. Così l’amministrazione ha preparato un nuovo bando per una assegnazione in concessione d’uso, al quale però non ha risposto ancora nessuno. Per questo è stato deciso di prorogare i termini di scadenza al 31 luglio. «Un servizio di prima necessità, qual è un negozietto dove poter comprare pane, acqua e latte, deve esserci in ogni comunità, anche se piccola – dice la sindaca Buda –. Altrettanto vale per un bar, che diventa un punto di riferimento e un luogo d’incontro sia per i residenti che per le persone di passaggio. Va detto, però, che non è solo l’amministrazione a volere fortemente questi servizi. Sono anche gli abitanti a reclamarli. Chiedono infatti di poter fare la loro spesa quotidiana in paese, comprare il pane fresco, prendere un caffè o un gelato con gli amici. Oppure uscire di casa per comprare il giornale per non sentirsi totalmente esclusi dal mondo, come dicono alcuni di loro. Si spera che, aprendo i due esercizi pubblici, sia la volta buona per tornare a una normale vita sociale già messa a dura prova dall’isolamento imposto dalla pandemia, speriamo ormai finita e consegnata definitivamente alla storia».
Locale con tutto Il Comune non mette a disposizione solo le quattro mura. Nello spazio di via Garibaldi c’è praticamente tutto. Nell’area bar ci sono il banco refrigerato, la cassa, 25 sedie e sette tavoli. Nell’area alimentari, invece, un banco salumi e gli scaffali per il pane e gli altri prodotti alimentari. È davvero poco ciò che il Comune chiede a chi desidera avviare la nuova attività commerciale. La concessione è infatti a titolo gratuito per il primo anno, mentre per i successivi quattro il canone sarà calcolato sulla base dei ricavi dei primi sei mesi di attività, con un minimo non inferiore ai 100 euro al mese. Anche l’utenza idrica e fognaria viene messa a disposizione a titolo gratuito per il primo anno.
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