La Nuova Sardegna

Sassari

Tribunale

Anziani abbandonati in due strutture di Sassari e di Sorso: in 6 a giudizio

di Nadia Cossu
Anziani abbandonati in due strutture di Sassari e di Sorso: in 6 a giudizio

Erano i gestori di due residenze socio assistenziali abusive

29 novembre 2023
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Sassari Erano persone giuridicamente definite “incapaci”. Intendendo, nel caso specifico, che non potevano «per malattia e per vecchiaia provvedere a se stesse». E per questo erano altri ad avere la loro custodia e a prendersene cura. Nella carta, almeno.

Perché per la Procura di Sassari che ha svolto le indagini e per il gup Giuseppe Grotteria che ieri ha disposto il rinvio a giudizio, quelle sei persone (a vario titolo) tutto avrebbero fatto fuorché assistere gli anziani che pagavano per essere ospitati in due strutture socio-assistenziali abusive, una a Sorso e l’altra a Sassari. «Formalmente denominata “Casa famiglia” – è scritto nel capo di imputazione – ma che costituiva di fatto una comunità integrata non autorizzata con gravi carenze igienico sanitarie e strutturali».

A finire a processo a marzo davanti al giudice monocratico saranno Sabrina Ru, rappresentante legale della cooperativa sociale “Salvatore Farina”, Massimiliano Orrù, collaboratore della coop e amministratore di fatto della struttura, Maria Pina Delogu, educatrice professionale, Simone Zedda, consigliere e vice presidente del consiglio di amministrazione e adulto responsabile della casa famiglia, Federico Cau, consigliere, e Antonio Franco Giua, vice presidente dell’associazione “San Domenico Cappuccini” che si occupava all’epoca (2021) della struttura di Sassari. Gestione nella quale erano coinvolti anche gli altri imputati. Tutti assistiti dagli avvocati Carlo Foddai, Liliana Pintus e Priamo Siotto. Mentre i familiari di alcuni anziani si sono costituiti parti civili con gli avvocati Nicola Ribichesu e Lucia Licheri.

Molteplici le anomalie rilevate dai carabinieri del Nas che condussero le indagini coordinati dal sostituto procuratore Maria Paola Asara. Intanto, in riferimento nello specifico alla casa famiglia di Sorso, il numero degli anziani era superiore a quello comunicato: dodici anziché i sei previsti. «Dei quali la maggior parte non autosufficienti e affetti da gravi malattie invalidanti e alcuni allettati. In tal modo – scriveva la pm – tenendo gli anziani in condizioni non consone alle loro esigenze di vita». Con condotte di questo tipo, elencate una per una nella richiesta di rinvio a giudizio: «Mancanza di rispetto dei regimi alimentari commisurati alle esigenze individuali e di salute degli ospiti e assenza di tabella dietetica e menù definiti dal personale del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione dell’Azienda servizi sanitari locali; precarietà nella conservazione del cibo (alcuni alimenti sono risultati già scaduti); mancanza di requisiti igienico sanitari in materia di sicurezza alimentare (assenza di una dispensa, mancanza di acqua calda etc); impianto di climatizzazione inesistente; condizioni strutturali carenti e inadeguate; mancanza di figure professionali rapportate alle condizioni individuali degli ospiti (infermieri, oss, tecnici della riabilitazione etc.); assistenza agli ospiti affidata a persone sprovviste di qualifica; gestione inadeguata delle terapie degli ospiti (affidate spesso a una collaboratrice amministrativa); organizzazione dei turni senza tener conto, ogni giorno, della copertura notturna; assenza di garanzia e interazione con il Comune e in particolare con il settore sociale».

Non si discostano di molto le contestazioni relative alla casa famiglia di Sassari.
 

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