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Il processo

Sassari, tsunami alle Volanti: il pm chiede la condanna di tre poliziotti

di Nadia Cossu
Sassari, tsunami alle Volanti: il pm chiede la condanna di tre poliziotti

L’inchiesta del 2016, sollecitate pene pesanti per i reati di peculato, corruzione e falso. A gennaio 2024 la parola alla difesa

18 dicembre 2023
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Sassari Sono arrivate nel pomeriggio di ieri, dopo una lunga discussione cominciata in mattinata, le richieste di condanna del pubblico ministero Giovanni Porcheddu nei confronti di tre poliziotti – all’epoca dei fatti in servizio nella sezione Volanti della questura di Sassari – e di una quarta persona che per l’accusa avrebbe “aiutato” gli agenti.

Si tratta del processo nato dall’inchiesta del 2016 per corruzione, favoreggiamento, peculato e falsità ideologica. Un’indagine condotta dalla squadra mobile guidata allora da Bibiana Pala – con la supervisione del sostituto procuratore Porcheddu – che attraverso una mole di intercettazioni aveva consentito di ricostruire presunti intrecci e legami tra personaggi della criminalità sassarese e alcuni poliziotti.

Nel 2019 avevano scelto di affrontare il processo con il rito ordinario i poliziotti della squadra volante Gianluca Serra, Marco Fenu e Pier Franco Tanca. Nei loro confronti ieri mattina il pm Porcheddu ha chiesto davanti al collegio presieduto dal giudice Elena Meloni (a latere Monia Adami e Francesco De Giorgi) la condanna rispettivamente a 5 anni e sei mesi, quattro anni e due mesi e un anno. Quattro anni anche per Maurizio Allocca (accusato di corruzione) che secondo la Procura, in un’occasione, per consentire l’arresto di uno spacciatore si sarebbe prestato a fare l’agente provocatore.

Tanca deve invece difendersi solo dall’accusa di falso (in concorso) in riferimento alla redazione di un verbale di arresto. Più gravi le posizioni di Serra e Fenu e infatti le pene più pesanti sono state sollecitate nei loro confronti. Per il pm, infatti, i poliziotti avrebbero portato via cinquemila euro a un giovane che stavano arrestando per il possesso di oltre due chili di marijuana e poi avrebbero diviso il “bottino” con l’informatore Lorenzino Fiori, già condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione.

Il processo è stato rinviato al 22 gennaio per le discussioni degli avvocati difensori Nicola Satta, Giuseppe Masala, Gian Luigi Poddighe, Marco Palmieri e Carlo Foddai. Serra, in particolare, deve rispondere di peculato, falsità ideologica, corruzione. Prescritto invece il reato di truffa a un’assicurazione. L’inchiesta era infatti partita nel 2013 in seguito a una denuncia presentata all’assicurazione Groupama per un incidente accaduto due anni prima a un motociclista (che per il magistrato si procurò le ferite cadendo da solo dalla sua moto). A corredo di quella pratica sarebbe stata allegata una relazione di servizio firmata da Serra. La società di assicurazioni avviò un’indagine e smascherò la truffa costruita attorno a quella pratica. Dalle successive indagini venne fuori il coinvolgimento di più persone. E finirono indagati anche altri poliziotti accusati di aver firmato un falso verbale di servizio su un arresto per “coprire” i colleghi.

A Serra, così come al collega Fenu (anche lui accusato di corruzione e peculato), il pm arriva alla pena finale con la riduzione di un terzo dovuta alla concessione delle attenuanti generiche «in considerazione dell’incensuratezza e del positivo comportamento processuale» di entrambi. Solo il falso ideologico a carico di Tanca per il quale è stata chiesta invece l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” dai reati di false informazioni al pubblico ministero e di rivelazione di segreti su un procedimento penale.

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