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Sassari

Tentata estorsione

Sassari, «Dammi 400 euro o racconto le tue perversioni sessuali», 55enne sassarese a processo

di Luca Fiori
Sassari, «Dammi 400 euro o racconto le tue perversioni sessuali», 55enne sassarese a processo

L’uomo avrebbe inviato messaggi con richieste di denaro a un’amica della sua ex: dille di mettermi i soldi nella cassetta della posta e di stare zitta altrimenti parlo io e racconto cosa fa con il figlio

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Sassari Puoi dire alla tua amica di mettermi 400 euro nella cassetta della posta e di non fare tante storie, altrimenti parlo io». Per farsi consegnare del denaro in cambio del suo silenzio, un 55enne sassarese aveva scelto di rivolgersi a un’amica della sua ex, attraverso messaggi whatsapp sempre più espliciti e minacciosi. Richieste di denaro insistenti, per non rivelare sui social network e poi in questura - questa era la minaccia - che la donna, una sassarese di 58 anni, intratteneva rapporti sessuali con suo figlio.

«Dille che sto aspettando e di mettermi i soldi subito - aveva scritto l’uomo in un altro messaggio - di non fare tante storie e di stare zitta, altrimenti parlo io, ho tutte le persone e testimoni, se faccio la denuncia sono c... vostri». Ricevuti dall’amica i messaggi con le richieste di denaro, la donna invece di pagare la somma richiesta dal suo ex compagno, aveva scelto di rivolgersi ai carabinieri per presentare una denuncia. In caserma aveva raccontato di aver iniziato a ricevere minacce dall’uomo, poco dopo la fine della loro relazione.

Dopo le indagini della Procura della Repubblica il 55enne è finito a processo con l’accusa di tentata estorsione. Ieri mattina davanti al giudice Giancosimo Mura la psichiatra Veronica Dessì, nominata dal tribunale per accertare se il 55enne fosse capace di intendere e di volere, ha spiegato che l’imputato è dedito all’abuso di alcool e di sostanze psicotrope, ma può affrontare il processo. Era stato il suo difensore, l’avvocato Luigi Conti, a chiedere che venissero accertate con una perizia approfondita le condizioni di salute mentale dell’imputato.

Accertata la capacità di stare in giudizio dell’uomo, il giudice ha rinviato il processo a metà maggio del prossimo anno per l’esame della persona offesa, costituitasi parte civile con l’avvocato Franco Fois. Dopo la fine della relazione con il 55enne, durata un anno e e mezzo, la donna si era rivolta prima alla polizia, dopo essere stata minacciata e insultata pesantemente dall’ex compagno e qualche mese dopo ai carabinieri, quando erano iniziati ad arrivare i primi messaggi con le richieste di denaro sull’utenza telefonica di una sua amica. Poco prima la donna aveva ricevuto un video sul suo telefono e accuse di atteggiamenti incestuosi con suo figlio.

«Dille di mettere per oggi quello che ha - aveva scritto l’uomo all’amica della vittima proponendo un’estorsione a ratte - la differenza me la dà in settimana. Dille di mandare qualcuno che non conosco - aveva aggiunto - perché se vedo loro o amici loro in zona sono c....». Dopo le indagini condotte dal sostituto procuratore Enrica Angioni, per il 55enne era arrivato il rinvio a giudizio. Le prove delle sue richieste di denaro erano state acquisite dai carabinieri al momento della denuncia. I militari avevano eseguito copia dei messaggi con le richieste esplicite della tentata estorsione, arrivate all’amica della 58enne. Accuse pesanti da cui l’uomo, che rischia cinque anni di carcere, dovrà provare a difendersi durante il processo.

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