La Nuova Sardegna

Sassari

La campagna

Tuttiperuno contro il bullismo, una battaglia da vincere insieme

di Giovanni Bua
Tuttiperuno contro il bullismo, una battaglia da vincere insieme

Sassari, si chiude il progetto annuale della polizia locale nelle scuole. Ospite d’onore il papà di Carolina, Paolo Picchio

20 dicembre 2023
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Sassari Il coraggio di Giulia, che racconta il suo inferno in terra e di come, anni dopo, ha avuto il coraggio di incontrare “le bulle” che lo avevano provocato. Il ricordo di Carolina, che da quell’inferno 10 anni fa è stata risucchiata, nelle parole struggenti del padre Paolo Picchio, che quella tragedia ha trasformato in missione da compiere. I numeri e le analisi del comandante Gianni Serra, che scolpiscono un fenomeno che non può che chiamarsi emergenza, che non guarda più a età, provenienze sociali, e rompe i muri della scuola per trasferirsi nello sconfinato universo del web.

E ancora i volti di Francesco e Matilde, protagonisti dello spot che invita a trovare il coraggio di denunciare, sceneggiato e girato da Edoardo Pinna con la paterna partecipazione e supervisione del regista, attore e professore Alessandro Gazale e, tra gli altri, dei registi Cesare Furesi e Bonifacio Angius. E i “corti” realizzati dai giovani dello Spano e del Devilla, dell’Azuni e del Figari, del Canopoleno e del Pellegrini, dell’Ipia, e del Ruju, dell’Angjoy e del Kennedy.

L’empatia di Serena Fattacciu e Federica Carta, coordinatrici del progetto, che con contagioso entusiasmo guardano negli occhi i “loro” ragazzi e dicono: «Crediamo fermamente che il cambiamento sia possibile, ma per far sì che ciò avvenga non dobbiamo guardarci intorno o guardare alle nostre spalle ma guardare dentro di noi». La paziente tessitura di Gianni Garrucciu, e il sindaco Nanni Campus che non si limita ai saluti di rito, ma segue attento, a tratti commosso, per poi tuonare rivolto ai ragazzi: «Tutto inizia da voi. Dal vostro coraggio nel non essere parte, nel gridare forte quando vedete qualcosa che non va».

E infine l’albero, piantato ieri alla fine della mattinata, che crescerà in piazza Moretti, in ricordo e in onore di Carolina Picchio, e di tutto quello di grande che la sua straziante fine ha permesso di far muovere. 

È un groviglio di suggestioni, informazioni ed emozioni quello andato in scena ieri nella sala grande della Camera di Commercio, gremita di giovani attenti e coinvolti più di ogni rosea previsione. Ultimo atto di #tuttiperuno, la campagna di sensibilizzazione contro bullismo e cyberbullismo che la polizia locale porta avanti da un anno, per l’ennesimo anno, con protagonisti alunni e alunne degli istituti scolastici cittadini di ogni ordine e grado. Dodici istituti superiori, nove scuole medie, centiania e centinaia di ragazzi e ragazze. #tuttiperuno Un percorso articolato e complesso che non si è fermato alla formazione e informazione, ma aveva la realizzata ambizione di far costituire agli studenti dei veri e propri comitati scolastici, con il compito di far stilare codici di condotta da far rispettare. E, all’interno di essi, creare la figura del difensore, ossia di colui che, di fronte al comportamento sbagliato del bullo nei confronti della vittima, interviene in modo incisivo al fine di far riflettere l’autore rispetto sua errata condotta.

«Due istituti se ne sono già dotati – ha spiegato il comandante Gianni Serra – gli altri lo faranno quest’anno. Perché questa mattina è l’ultimo giorno di questa entusiasmante campagna, ma anche il primo giorno della prossima». La collaborazione Una collaborazione virtuosa e sempre più stretta tra Polizia locale e docenti e dirigenti scolastici, che ha fatto sì che quest’anno la campagna di educazione alla legalità raggiungesse obiettivi formativi ed educativi che hanno coinvolto attivamente l’intera comunità scolastica, riuscendo anche a stabilire rapide linee di intervento pronte ad arginare comportamenti scorretti e a evitare la sofferenza di molti ragazzi e ragazze vittime di questi fenomeni sempre più presenti nella società odierna. Ma soprattutto una campagna che, sulle gambe di ragazzi e ragazze deve “contagiare” le famiglie, primo e indispensabile avamposto di ascolto e di intervento.

«La rete – ha spiegato Gianni Serra - è una incredibile possibilità per i nostri giovani. E non è chiudendoci ad essa che otterremo risultati. È anche però un luogo di enormi pericoli, un moltiplicatore di azioni che possono distruggere una persona con un semplice click. Quello a cui noi tutti dobbiamo mirare è un utilizzo consapevole, informato, attento e responsabile da parte dei nostri ragazzi e ragazze. E una rinnovata capacità di ascolto, di attenzione, da parte di noi adulti, genitori, insegnati, istituzioni. Perché le nostre ragazze e i nostri ragazzi devono sapere che c’è qualcuno che è pronto ad ascoltarli. E questo vale per i casi di bullismo e cyberbullismo ma deve valere anche nelle difficoltà di tutti i giorni. Perché è da qui che si parte».

Il collettivo di scrittori bolognesi Wu Ming diceva che «le storie sono asce di guerra», guerre che devono vedere la luce per essere combattute e vinte. In questo anno di incontri, di parole, video, contatti, racconti, in questa entusiasmante giornata di lacrime ed emozioni, molte ne sono state dissotterrate. Tanto basta per sapere di essere sulla strada giusta. Una strada lunga e piena di pericoli, che solo tutti insieme può essere affrontata.

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