La Nuova Sardegna

Sassari

L’inchiesta della procura

Porto Torres, svolta nel caso Mario Sedda: tre nuovi indagati per l’omicidio del marzo 2021

di Luca Fiori
Porto Torres, svolta nel caso Mario Sedda: tre nuovi indagati per l’omicidio del marzo 2021

Sequestrati dai carabinieri smartphone e supporti informatici a casa di tre giovani portotorresi. Il più giovane, un 19enne, non era ancora maggiorenne all’epoca del delitto

30 gennaio 2024
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Sassari C’è una svolta improvvisa, a quasi tre anni dal delitto, nelle indagini per la morte di Mario Sedda, il 39enne rinvenuto morto la sera del primo aprile del 2021 a Porto Torres, ma forse ucciso qualche giorno prima in un luogo diverso da quel del ritrovamento - con una lama di ceramica conficcata nello zigomo - e poi trasportato e abbandonato in mezzo ai cespugli in un terreno all’ingresso della città.

Nuovi indagati. Poco prima dell’alba di ieri sono scattate le perquisizioni nelle abitazioni di tre persone, tutte di Porto Torres, iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio volontario e ritenute in qualche modo responsabili della morte del poeta di strada, per il quale si era ipotizzato inizialmente il decesso per cause naturali.

Salgono a cinque dunque i sospettati di un delitto che dopo quasi tre anni è rimasto ancora irrisolto e senza un colpevole. Nel registro degli indagati aperto dalla Procura della Repubblica di Sassari erano finiti, in un primo momento, un 62enne di Porto Torres e in una fase successiva un 33enne anche lui portotorrese.

Da ieri mattina risultano ufficialmente indagate altre tre persone, anche loro di Porto Torres: un 35enne, un 32enne e un 19enne che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto la maggiore età, ma che aveva già avuto a che fare con la giustizia per una rapina a mano armata.

Il blitz. I militari del Nucleo investigativo del Reparto operativo provinciale dell’Arma, guidati dal tenente colonnello Diego Polio e dal maggiore Alessandro Guglielmo, hanno bussato alle loro abitazioni poco prima del sei del mattino di ieri con in mano un “decreto di perquisizione personale, locale e informatica” che ha portato al sequestro di numerosi smartphone e supporti informatici che saranno ora sottoposti a perizia e passati al setaccio alla ricerca di elementi utili alle indagini.

L’accusa per tutti e tre (assistiti dall’avvocato Alessandra Delrio) è di aver cagionato la morte di Mario Sedda «percuotendolo e ferendolo con un’arma da taglio». Per i due indagati più grandi il decreto di perquisizione è stato firmato dal sostituto procuratore Angelo Beccu, mentre per il 19enne (che compirà 20 anni in estate) l’autorizzazione a compiere la perquisizione domiciliare è stata firmata dal sostituto procuratore Laura Andrea Bassani della Procura dei minorenni. Solo nella sua abitazione e in alcune automobili in uso ai suoi familiari sono stati rinvenuti cinque smartphone e una pennina Usb. Tutti e tre gli indagati sono stati poi accompagnati al comando provinciale dei carabinieri di Sassari, dove hanno ricevuto l’avviso di garanzia e a fine mattinata sono stati rilasciati.

A nessuno dei tre sono state applicate misure cautelari, tutti rimangono a piede libero come era già accaduto con le prime due persone finite sotto inchiesta due anni fa.

Le indagini. Il corpo di Mario Sedda era stato trovato in via Sassari a Porto Torres la sera del primo aprile di tre anni fa. In un primo momento non erano emersi segni di violenza sul corpo, ma l’esame necroscopico aveva svelato un dettaglio raccapricciante: conficcata nello zigomo della vittima era stata trovata una porzione di lama di coltello, spezzata. Qualcuno, dunque, aveva ucciso il 39enne, un uomo buono e inoffensivo che da qualche tempo viveva ai margini. Forse le indagini hanno preso finalmente la giusta direzione.

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