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L’allarme

Sassari, materassi e auto distrutte: maxi discarica a Predda Niedda

di Dario Budroni
Sassari, materassi e auto distrutte: maxi discarica a Predda Niedda

L’emergenza in fondo alla strada 25. I rifiuti davanti a un centro di accoglienza, preoccupano le condizioni dei migranti. Europa verde: «Intervenga qualcuno»

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Sassari L’antipasto è una vecchia strada che si fa largo tra muffa, rifiuti e pareti sbiadite. Il piatto forte è invece un pezzo di terra circondato da cemento, cespugli e blocchetti di tufo. Dentro c’è praticamente di tutto: biciclette, divani, frigoriferi, cassette di plastica e soprattutto una gigantesca montagna di materassi (qui il video). Sembra la succursale di un ecocentro, in realtà è una discarica chiaramente visibile anche dal satellite. Si trova in fondo alla strada numero 25 di Predda Niedda. È la classica terra di nessuno. Non proprio un fulmine a ciel sereno, comunque, considerato che la zona è in qualche modo costantemente tenuta sotto controllo. Davanti al cumulo di materassi si affaccia infatti il centro di accoglienza per migranti da anni ricavato tra le mura di un ex ristorante. Di conseguenza il passaggio delle forze dell’ordine è praticamente quotidiano e in realtà lo è anche quello dei mezzi che trasportano i rifiuti verso il vero ecocentro. La soluzione, però, non sembrerebbe essere a portata di mano.

La discarica Il cumulo si trova all’interno di un terreno privato, alle spalle di una struttura fatiscente che ospita un magazzino all’ingrosso e soprattutto un centro nel quale vivono decine di migranti. Il terreno, negli anni, è stato però trasformato in una enorme discarica. Lì sono finiti i materassi di un magazzino dismesso e anche quelli sostituiti dai gestori del centro di accoglienza, più i rifiuti scaricati da qualcuno “di passaggio”. Chi opera nella struttura per migranti, però, tiene a sottolineare che si sta facendo di tutto per liberare l’area dai rifiuti. «Ma il problema è che l’ecocentro accetta solo tre materassi al giorno», spiegano. In effetti, in un angolo, sono stati impilati e numerati tre materassi, in attesa di essere caricati sui mezzi diretti all’ecocentro. Di questo passo, però, serviranno mesi prima di vedere l’area libera da tutto il resto. In ogni caso, la situazione è da allarme rosso sia dal punto di vista igienico-sanitario che della sicurezza. Soprattutto perché nel centro di accoglienza (autorizzato dalla prefettura) da anni vivono decine di persone. Tra l’altro in una struttura ormai decrepita e nel tempo più volte finita sotto i riflettori per una lunga serie di motivi, tra situazioni al limite, assenza di requisiti ed episodi di violenza. Nel 2016 era stato il senatore Luigi Manconi, nel corso di una visita ispettiva, a chiedere la chiusura del centro per via delle condizioni in cui i migranti erano costretti a vivere.

L’allarme Materassi a parte, nelle aree attorno, in fondo alla strada 25, la situazione resta praticamente la stessa. E quindi ancora rifiuti: teloni, mobili fatti a pezzi, auto abbandonate e i cinque mezzi di una ditta ormai scassati e con il cartone al posto del parabrezza. A occuparsi del caso sono i consiglieri comunali di minoranza del gruppo Europa verde, Marco Dettori e Lello Panu. «È necessario un intervento urgente da parte delle autorità competenti – commentano – affinché tutta l’area venga messa in sicurezza. Non è pensabile che una tale quantità di rifiuti, la maggior parte facilmente infiammabile e inquinante, possa essere lasciata senza alcun tipo di protezione».

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